Si può fare, si può fare...


L’opposto dell’amore non è l’odio ma l’egoismo! Amare, infatti, è prima di tutto dare, senza pensare a un possibile ritorno per se stessi. Questo ci insegnavano da bambini a catechismo… a un’età -però- ed in un contesto in cui non era facile essere davvero presenti a noi stessi e nessuno capiva veramente il messaggio. L’egoismo è ciò che guida le scelte che facciamo verso la sola soddisfazione dei nostri bisogni personali.
L’educazione all’amore sembra ormai essersi persa: i modelli proposti dai media esaltano l’individualismo ed i ritmi incalzanti a cui si è sottoposti negano l’opportunità di una riflessione adeguata su ciò che ci sta accadendo. E si viene trascinati in direzioni che scioccamente crediamo di aver scelto, convinti di avere la chiara comprensione di ciò che è bene… ma solo perché è ciò che ci premia.
Immersi in una dimensione del genere, parlare non può più essere qualcosa che viene dal cuore o una vera apertura verso chi ti è vicino. Seguendo la china, si arriva infine ad un paradosso, diventando così bravi a mentire a tutti che si impara a mentire anche a se stessi, tanto da arrivare a convincersi di fare qualcosa di buono e importante per gli altri, mentre in realtà lo si fa solo per l’ego.

Proprio come accade a a Nello,Claudio Bisio in questo film, che si vota ad una causa non scelta da lui con il solo fine di dimostrare agli altri le sue capacità mai riconosciute. Il trionfo dell’invidia e della vanità mascherate sotto l’armatura di latta di un miserabile paladino da quattro soldi, che solo quando tocca veramente il fondo raggiunge la piena consapevolezza e, finalmente, si vota all’amore. Una storia bella, per di più tratta da un episodio vero anche se non così noto.

Lode ancora una volta a questo bel cinema italiano, che sa come rendere leggero un tema così grave. Un’altro schiaffetto alla coscienza, che poi ci lascia scegliere se svegliarsi o riavvolgersi nel caldo tepore dell’indifferenza.

Non dico altro, perché mi auguro non abbiate ancora visto questo bel film: forse lo vedrete con uno spirito più adatto e chissà… magari vi farà anche del bene, come lo ha fatto a me.

E difendendo, la spada sguainata, fiducia e apertura verso gli amici, scelgo coraggiosamente di condividere un piccolo piatto segreto, facile e veloce ma molto gustoso. Per gioco ho voluto chiamarlo Spaghetti alla Kuene&Nagel, dal nome del noto corriere espresso, perché effettivamente è proprio un piatto espresso, un piatto che… si può fare!
Pochi ingredienti: spaghetti, olio, sale, pomodori (quelli che avete), parmigiano (se vi piace), basilico e/o origano.

Ora, il segreto non è tanto nelle quantità, quanto nella preparazione: quello che serve (e se non lo avete, lasciate perdere) è un buon frullatore. E va buttato tutto dentro! Tutto tranne ovviamente gli spagetti, che nel frattempo stanno cuocendo nell’acqua a bollore. I pomodori magari vanno tagliati almeno a metà ed il parmigiano va fatto a pezzetti. Ma soprattutto non lesinate sull’olio: è proprio nell’olio messo prima di frullare che si cela il segreto, perché l’emulsione che ne segue dà quel tipico colore arancione chiaro a risultato finale… che di sicuro non vi deluderà.

Nel mentre potete ascoltare Branduardi: anche questo si può fare!

Enjoy

Commenti

  1. Davvero una bella e profonda riflessione esposta però con la giusta leggerezza che invita alla visione del film. Grazie

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