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Visualizzazione dei post da Luglio, 2016

Il Tocco della Medusa

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Di Oscar Francioso



Parliamo di Jack Gold, regista britannico morto nel 2015. “Gold” vi direte. “Mai sentito nominare”. Forse no, ma di sicuro avete visto quell’abominio melenso di “Il Piccolo Lord” (Little Lord Fauntleroy), film TV datato 1980 che molte persone, per una ragione a me sconosciuta, adorano. Lasciando stare la TV e concentrandosi sul cinema, i film di Gold sono pochi e girati tutti nell’arco di un ventennio, dal ’73 al ’93. Vent’anni e solo sei film.  

Provo ribrezzo nel pensare che Gold venga ricordato per “Il piccolo Lord” e non per “Il tocco della medusa” (The Medusa Touch, 1978). Il film è tratto dall’omonimo romanzo di Peter Van Greenaway ed è splendido. Non solo per la regia, soprattutto per la storia. La trama è questa: lo scrittore John Morlar (Richard Burton) viene colpito alla testa con una statuetta. Sembra sia morto, ma non lo è. Brunel (Lino Ventura), un poliziotto francese impiegato temporaneamente a Londra, indaga sul tentato omicidio. Grazie alla psichiatr…

About A Boy

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Nonostante l’aspetto, nonostante l’immagine che propone, nonostante quel faccino da schiaffi e quant’altro, devo ammettere che Hugh Grant ha fatto diversi lavori carini. Lavori che amo rivedere anche più volte. In particolare, questo film mi ha colpito molto fin dalla prima volta che l’ho visto: non solo perché il suo personaggio è disegnato per come lui realmente appare -rendendolo così particolarmente credibile- ma anche per quella bella canzone dei Badly Drawn Boy che viene proposta e riproposta in più occasioni e che ti rimane piacevolmente in testa, diventando un tutt’uno col film stesso. Una cosa poco comune, direi.

Esiste anche il libro da cui il film è tratto: non so come sia, non l’ho letto e non so se mai lo leggerò, ma se a qualcuno interessa questo è il link che ne parla, in cui si racconta fra l’altro che l’autore confessa di aver tratto spunto da About A Girl dei Nirvana per dare il titolo al suo monoscritto. Invece qui sotto vi passo uno stralcio del film, che già dà una …

Un fanta-trash per l'estate e l'insalata di pollo con l'arancia

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Di Oscar Francioso

"Classe 1984" (Class Of 1984, 1982) è un gradevolissimo film di culto. È violento, letteralmente punk e con un bel finale cattivo. In una filmografia quasi del tutto orrenda di Mark Lester, "Classe 1984" spicca di gran lunga sugli altri. Per una qualche sconosciuta legge dell'universo, ogni cosa bella deve essere rovinata da una cosa brutta. 

Qualche anno dopo, Lester dirige "Classe 1999" noto in Italia anche come "Classe 1999 – terrore in classe". "Classe 1999" di "sequel" ha poco. Dubito che il mondo di "Classe 1984" - uguale al nostro, solo poco più punk - abbia potuto evolversi quello apocalittico di "Classe 1999". In comune questi film hanno: l'ambientazione scolastica e Lester, che li scrive, li dirige e li produce entrambi. Classe 1984 è quasi un film di denuncia. Quasi. Classe 1999 appartiene a quel genere che si potrebbe definire "fantascienza-arrogante-pre'90-po…