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Visualizzazione dei post da Maggio, 2016

The Breakfast Club e la Girella fatta in casa

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Di Oscar Francioso


Andy, Brian, John, Allison e Claire sono cinque liceali. A causa di punizioni di vario titolo, i ragazzi sono costretti a passare il sabato nella biblioteca della scuola. Il preside, Richard Vernon, che a tratti dovrà sorvegliarli e sopportarne le esuberanze, assegna loro un tema: "Chi sono io?". Del tutto non intenzionati a svolgere il tema, i ragazzi ne approfitteranno per confrontare i relativi problemi di vita. 

Il lavoro di Hughes - e altri registi come Joel Schumacher (quando ancora sapeva dirigere film), Coppola e Rob Reiner - portò alla creazione di questo gruppo, Brat Pack - banda di monelli - che elabora film legati alla cultura degli adolescenti dell’epoca e prende il nome da “Rat Pack” (“banda di topi”). Torniamo indietro pressappoco di un ventennio. Humphrey Bogart, Spencer Tracy, Frank Sinatra, David Niven – e altri bellissimi omini dei tempi che furono – si recarono a Las Vegas in occasione della prima di uno spettacolo di Noel Coward al Dese…

Whiplash e la Pizza Americana

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La passione per il Jazz di un diciottenne americano che frequenta una delle più prestigiose scuole di musica di New York, l'ossessione di diventare uno dei più grandi batteristi di sempre e un insegnante dai metodi poco ortodossi, al limite della crudeltà. Questi gli ingredienti del film Whiplash che ha vinto tre Oscar e ha trionfato al Sundance Festival.

Si dice che Charlie Parker- alias Bird - non sarebbe diventato uno dei migliori sassofonisti jazz del mondo se Jo Jones non gli avesse tirato addosso un piatto della batteria, dopo che aveva sbagliato un'entrata. Questo il mantra che Fletcher ripete ai suoi allievi, inducendoli a superare i propri limiti oppure a lasciare. Fino a che non incontra il caparbio diciannovenne Andrew, che crede in se stesso e nel suo orgoglio e il duello tra i due diventerà sempre più intenso. Fino al bellissimo finale.

Fino al sangue versato sui tamburi. Fino a Whiplash che è la sfida oltre il limite. Il proprio limite. Al di là del raggiunto e del…

Lo Chiamavano Jeeg Robot e il Budino alla Vaniglia

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La Regina Himica, Hiroshi Shiba, il Signore del drago... e Miwa che lancia i componenti dal suo Big Shooter!! Dai 9 ai 10 anni ero perso fra questi personaggi: mai prima di allora mi ero tanto appassionato ad una serie di cartoni animati. E non ero il solo: a scuola tutti i miei compagni, come me, si “pittavano” le mani per simulare i guanti di Hiroshi e trasformarsi in Jeeg saltando in aria, sbattendo tra loro i pugni ed urlando “JEEG  –  ROBOT  –  D’ACCIAIO”!! Poi la fantasia faceva il resto.

Una serie televisiva che ha lasciato un forte segno nei bimbi (e forse anche nei ragazzi) di quei tempi... e in me tantissimo. Se poi esce un film che s’intitola “Lo chiamavano Jeeg Robot” secondo voi io che faccio? Ma certo che lo vado a vedere, cavolo! Non solo, ci vado con tutto il CDA del Blog per festeggiare tutti assieme il mio compleanno, perciò prima cena al messicano, innaffiata di Frozen-Margarita, e poi subito al cinema.

Nessuna aspettativa, solo tanta voglia di vederlo. Ma, con nostra…