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Visualizzazione dei post da Gennaio, 2014

Anna Karenina e i segnaposto da Oscar

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Mi rivolgo a tutti quelli che per fatica o indolenza non hanno mai letto Anna Karenina. Potete vedere questo film e quasi sicuramente ne rimarrete affascinati. Il confronto di un  film con un classico come il romanzo di Tolstoj può facilmente deludere, mentre se guardate il film senza preconcetti e particolari aspettative potrete solo rimanere affascinati dalla ricercatezza visiva e dalla particolare forma narrativa utilizzata. 

La storia è ormai nota, Keira Knightley è sempre splendida nei film in costume e il regista  Joe Wright, con alle spalle anche l'adattamento di Orgoglio e Pregiudizio e Espiazione, ha una visione della storia molto personale.




Le immagini si susseguono come scenografie teatrali e questa formula consente improvvisi e veloci cambi di scena, i protagonisti si muovono dietro le quinte di scenografie sempre in movimento e la storia si fa 'rappresentazione'. Questa soluzione narrativa piacerà a chi ama Baz Luhrmann e non si scandalizza troppo se la visione …

La mafia uccide solo d'estate, con l'insalata di arance e finocchi

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La scena del film che più rappresenta chi scrive, è quando Arturo, il simpatico bambino protagonista del film, pronuncia la prima parola e rivolgendosi ai suoi genitori, non dice né Papà, ne mamma, ma MAFIA. 

Questa forzatura cinematografica dà il senso di un film che gode di ottime recensioni per due ragioni: perché racconta una storia, quella di Arturo, in maniera divertente e originale, descrivendo nello stesso tempo uno dei periodi più difficili e violenti del nostro paese senza diventare troppo celebrativo o banale; e poi perché consacra come regista il palermitano Pierfrancesco Diliberto, autore del Testimone e aiuto regista dei Cento Passi. 

Guardando Dalla Chiesa intervistato da un giovane Arturo, viene spontaneo immedesimarsi negli altri bambini o adolescenti, non solo palermitani, che si sono trovati dentro ad un vortice di violenza e facendo le stesse domande hanno ascoltato frasi come "la mafia non esiste", che sintetizza la paura, l'inerzia di una cultura che …

La Torta Clementina di Walter Mitty

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Il CdA al completo si è riunito ed ha deliberato! Quest’anno si rompe la tradizione e il primo post di Alvaro non sarà una stroncatura. Anzi, si procederà alla visione di questa pellicola (senza alcuna preparazione) spinti solo da una sana curiosità verso un lavoro di cui si è sentito parlare bene. Non stiamo parlando di un grande capolavoro, ovviamente, ma il film I Sogni Segreti di Walter Mittyriteniamo che sia da vedere. Non tanto (e non solo) per la storia, ma anche per la magnifica fotografia, che mostra paesaggi veramente da brivido, e per una colonna sonora davvero splendida.
Walter Mitty, responsabile dell’archivio fotografico di un importantissima rivista, si rivela come un uomo che vive chiuso in un guscio impregnato di sogni mostruosamente proibiti. Un guscio che gli impedisce di dimostrare agli altri e a se stesso quali siano le sue vere capacità. Un guscio che lui stesso, per necessità, ha istintivamente costruito subito dopo la morte del padre.


Il Deus Ex Machina nella vita…