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Visualizzazione dei post da Dicembre, 2014

Il Ragazzo Invisibile di Salvatores

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Una domanda, una di quelle da cento milioni di dollari, ha cominciato a pungermi non appena sono uscito dal cinema: “ma a me Gabriele Salvatores piace, oppure no”? Il perché della domanda riguarda il fatto che di tutti suoi lavori, in realtà, ne ho visti pochi e, di questi, tre non li ho graditi, un paio li ho trovati carini ma niente di più, e solo uno, “Io Non Ho Paura”, mi è piaciuto davvero, tanto che lo considero un piccolo capolavoro. Poi vedo quest’ultimo... e mi piace altrettanto!
Per quanto ho visto, quello che a livello generale posso riconoscere a Salvatores è la marcata originalità dei suoi lavori nel panorama cinematografico italiano: quest’ultimo lavoro, ad esempio, si propone come il modo italiano di pensare ad un supereroe in stile Marvel, come un Uomo Ragno o un Iron Man, che ottiene i suoi poteri grazie ad una qualche forma di “mutazione”. Eroi che inizialmente sono sconvolti dalla novità, poi imparano a conviverci e infine realizzano l’importanza che possono rivestire…

The Hobbit e la zuppa di coniglio di Frodo

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Eccoci arrivati finalmente alla conclusione di una spiazzante trilogia. La precedente, quella de “Il Signore degli Anelli” di cui sono un grande estimatore, fu ricavata da una trilogia di libri: “1 libro = 1 film”. Tant’è che per avere una visione soddisfacente di ciascuno dei tre episodi, data la lunghezza dei libri, è risultato necessario procurarsi la versione estesa, che nell’abbondante mezz’ora aggiuntiva forniva dettagli senza i quali non tutto era comprensibile.

Spiazzante in “The Hobbit” è che la trilogia cinematografica sia stata ricavata da un unico e solo libro! Certo, business is business, ma se la qualità viene meno si rischia di chiudere un filone molto promettente. Già il primo episodio, infatti, non è risultato sufficientemente ricco, tanto che per allungare il brodo è stato necessario includere fin troppe canzoni dei nani, interminabili battaglie con gli orchi (lunghe fino a diventare noiose) ed anche storie e personaggi tratti dal Signore degli Anelli e che non aveva…

Juno

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Dal latino “Iuno, Iunonis”, Giunone è la divinità del matrimonio e del parto nella mitologia dell’antica Roma, spesso rappresentata -nell’iconografia del tempo- nell’atto di allattare. Quando in seguito gli antichi Romani cercarono di ottenere un allineamento tra la loro mitologia e quella greca, Giunone fu addirittura sovrapposta ad Era, divenendo così “la moglie di Giove” e quindi la più importante divinità femminile. Una curiosità che la riguarda (e che non conoscevo) è l’epiteto con cui veniva venerata in un particolare tempio sulle pendici capitoline: “Moneta”, nel senso di ammonitrice! Il caso volle che il tempio fosse innalzato proprio accanto alla zecca romana e questo spiegherebbe il nome dato al metallo lì coniato.
Nonostante ammetta l’imponenza ed il valore mitologico di questo nome, devo ammettere che non potrei decisamente annoverarlo nella lista dei nomi che amerei dare ad un’eventuale altra mia figlia. Né posso dire di aver mai conosciuto (per quanto io ricordi) una pers…