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Visualizzazione dei post da Luglio, 2010

π-Il teorema del delirio

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Aronofsky, secondo round. Ma indietro nel tempo: questo è il lavoro precedente a Requiem for a Dream, il primo lavoro importante ed anche il mio preferito.

Sentito parlare mai di “sezione aurea”? e di “Fibonacci”?
π-il teorema del delirio spacca il mondo della normalità tramite l’ossessiva descrizione in bianco e nero delle paranoie matematiche di chi ha imparato -guardando il sole- a riconoscere lo schema matematico che regola TUTTO nella vita. La natura parla attraverso la matematica e tutto ciò che ci circonda si può rappresentare e comprendere con i numeri… le spirali sono ovunque e… cos’è quel numero di 216 cifre e perché è così importante?

Per gli studi che ho fatto riconosco l’entusiasmo che si accompagna al momento in cui senti la mente che si avvicina alla risposta, quando capisci che è lì e la stai per raggiungere: l’adrenalina pompa e non riesci a smettere perché la risposta è ormai dietro l’angolo. Non puoi smettere. Non ora! Quante ossessioni già in questo lavoro.
Gli spunti …

Soul kitchen, cibo per l'anima e gazpacho

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Una commedia vincitrice del Premio Speciale della Giuria alla 66° edizione del Festival del Cinema di Venezia che sembra nata per questo blog (trailer): tutto gira intorno al cibo e non importa se siamo ad Amburgo e il cuoco di origine greca Zinos non è sicuramente Vissani, ma il risultato è simpatico, furbo, pulp, soul, anni 70 e molto divertente.

Se devo dirla tutta, i primi minuti la grande somiglianza del protagonista con l'ultimo vincitore del grande fratello mi tratteneva da un coinvolgimento totale, ma poco dopo il giovane regista turco-tedesco Fatih Akin (già autore di una grande prova nel 2004 con la Sposa Turca) convince e dimostra tutto il suo talento; si respira la cultura multi etnica di un regista ironico che non dimentica le sue origini.
La storia conduce sempre al "Soul Kitchen", il vero protagonista, il ristorante di Zinos che ogni sera propone ai propri clienti abituali piatti per palati "coraggiosi".

La location è una ex fabbrica nei sobborghi d…

Robert Zemeckis e CineChianti2010

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Dopo il successo delle scorse edizioni dedicate a Paolo e Vittorio Taviani, Mario Monicelli, Paolo Virzì, Francesca Archibugi, quest'anno Cine&Chianti sbarca a Hollywood per incontrare il grande Robert Zemeckis.

"E' la prima volta che partecipo ad una retrospettiva a me dedicata e che propone i miei film”. Con queste parole ieri, sabato 17 luglio, presso Villa Chigi Saracini a Castelnuovo Berardenga (Siena), il regista americano Robert Zemeckis ha dato il via all’edizione 2010 di Cine & Chianti, la rassegna cinematografica a lui dedicata.

Il regista, di origini italiane, ha firmato alcune tra le pagine più suggestive e poetiche del cinema mondiale: la trilogia di Ritorno al Futuro, Chi ha incastarto Roger Rabbit, Forrest Gump, Cast Away, A Christmas Carol...per citarne solo alcune.
Non mi soffermo ora su Forrest Gump e Ritorno al Futuro perchè come veri cult movies, meritano di avere dedicato un proprio post.

Oggi ho deciso invece di dire una parola su 3 film di Zemec…

Generazione 1000 euro .. o dove andare a cena senza spendere una fortuna!

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Ci sono dei film che scorrono veloci e lievi, si lasciano guardare volentieri, al cinema o in tv, ma che ti lasciano dentro qualcosa che va ben al di là di quello che avresti creduto nel momento in cui lo guardavi.

Visto l'incipit, avrete già capito che il film di Massimo Venier, 'Generazione Mille Euro', rientra proprio in questa categoria. La ricerca di un lavoro e di uno stipendio fisso, dell'amore, la necessità di scegliere senza sapere bene dove andare o perché.

Il protagonista è Claudio - precario di 27 anni - è laureato e lavora come junior account nel marketing di una multinazionale (ovviamente con stipendio basso e contratto precario). Condivide un appartamento malandato con altri coetanei e non rinuncia a ricercare il senso del suo percorso.

Suo confidente di sventure è il bravissimo Francesco Mandelli, perfetto nel ruolo dell'amico fidato e consigliere astuto (già lo avevamo apprezzato in 'Santa Maradona' e in 'Manuale d'Amore'). Comple…

Requiem For A Dream

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Parola d’ordine:Aronofsky. Alzi la mano chi ne sa qualcosa!

Non posso vedere, ma non mi aspetto una foresta di mani: io l’ho scoperto poco tempo fa, grazie al mio amico Francesco. Anche se in realtà avevo già visto un suo film, senza saperlo: ora che lo so dovrò rivederlo, The Wrestler.

Adesso concentrazione: da una parte infatti, nel mondo del cinema, troviamo tanti film perfetti per rilassarci… ma quella è un’altra parte. Qui si entra nella sezione: “film che provocano, che destabilizzano, che chiedono più di ciò che danno… o meglio, danno tutto solo se prendono tutto”. Se non siete pronti a questo, allora non guardateli.

Per qualche giorno sono stato indeciso su quale film fosse il migliore per descrivere Aronofsky. Poi, anche se non è il suo primo film, ho scelto “Requiem for a dream”: il dolore allo stato puro, la devastazione della vita di persone che, seguendo il loro sogno, incontrano l’incubo. La droga e le ossessioni che spingono ad essa, le paure da cui si cerca rifugio, l’acc…