π-Il teorema del delirio

Aronofsky, secondo round. Ma indietro nel tempo: questo è il lavoro precedente a Requiem for a Dream, il primo lavoro importante ed anche il mio preferito.

Sentito parlare mai di “sezione aurea”? e di “Fibonacci”?
π-il teorema del delirio spacca il mondo della normalità tramite l’ossessiva descrizione in bianco e nero delle paranoie matematiche di chi ha imparato -guardando il sole- a riconoscere lo schema matematico che regola TUTTO nella vita. La natura parla attraverso la matematica e tutto ciò che ci circonda si può rappresentare e comprendere con i numeri… le spirali sono ovunque e… cos’è quel numero di 216 cifre e perché è così importante?

Per gli studi che ho fatto riconosco l’entusiasmo che si accompagna al momento in cui senti la mente che si avvicina alla risposta, quando capisci che è lì e la stai per raggiungere: l’adrenalina pompa e non riesci a smettere perché la risposta è ormai dietro l’angolo. Non puoi smettere. Non ora! Quante ossessioni già in questo lavoro.
Gli spunti inseriti nella trama, poi, mi sono davvero piaciuti: dal legame tra religione e numeri al suono di una pillola come colonna sonora del malato d’emicranie i dettagli si susseguono arricchendo la trama fino ad un epilogo su cui non mi soffermo, perché non lo si può definire un lieto fine… ma è bellissimo e vorrei lo vedeste tutti.

Senza conoscerlo, solo sentendo il cognome, ho subito pensato che Darren, il regista di questo capolavoro, fosse di religione ebraica. Diciamo che, con un nome così, l’idea si forma subito nella testa. Vedendo il film, invece si capisce che lo è sul serio; ed è per questo -ma anche dietro accorato suggerimento- che ho deciso di proporre, come ricetta, i Carciofi alla Giudia.


Guardate pure la foto e studiate il contenuto del link che vi offro, perché io non amo i carciofi e quindi non spenderò energie nel darne ricette.

Preferisco invece cogliere l’occasione per parlare d’altro: della connessione che è possibile creare tra la matematica e la musica. I Tool, per chi non li conosce, sono l’esempio di un gruppo che fa questo ed in Lateralius (cliccate gente, cliccate) esaltano musicalmente proprio i concetti matematici di questo film, come le spirali, o la successione di Fibonacci… un’opera unica, impregnata di spiritualità e filosofia, inserita in un concept album dal sapore psicotico ma geniale.

Il film non è facile. La musica dei Tool non è facile. Ma se siete nello spirito giusto entrambi sapranno portarvi oltre. E ne vale la pena, credetemi.

Enjoy!

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