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Una Vita da Gatto e la Tartare di Salmone

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Concordo pienamente con un concetto che ho trovato nella recensione di Paola Casella (MyMovies) su questo film: le premesse per aspettarsi un lavoro di livello molto alto c’erano tutte, a partire dalle note ed espresse doti di Kevin Spacey e Christopher Walken nell'interpretare ruoli ironici e sarcastici, perfetti in un film che voglia rappresentare una sorta di critica verso alcuni fastidiosi stereotipi sociali, come la sciocca necessità di dire di avere la cosa più grande o più bella o più potente, cosa che nel film è un palazzo. Il protagonista (Kevin Spacey) mescola quindi gli effetti di questa ossessione su di lui con una serie di altri comportamenti istintivi, che da subito ne definiscono l’eccessiva superbia e l’enorme egocentrismo, disegnando un personaggio di grande successo nel lavoro ma assolutamente fallimentare sul piano umano. Il fatto che dichiari apertamente il suo odio verso i gatti non sarebbe un elemento comprovante di per sé, ma le motivazioni che porta a soste…