Milano Film Festival .. cosa aspettate?



Il Teatro Strehler con il suo Sagrato, il Teatro Studio Melato, il Parco Sempione, la Triennale di Milano, lo Spazio Oberdan e l'Auditorium San Fedele sono alcuni dei luoghi  nei quali per 11 giorni il Milano Film Festival porterà film e ospiti da tutto il mondo. Il Festival è giunto quest'anno alla sua 19esima edizione e porterà innovazione, creatività, attenzione ai registi emergenti e musica in tutta la città. Il programma di quest'anno presenta circa 200 opere raramente visibili in sala, tra anteprime internazionali e incontri con i talenti emergenti. 

Il programma prevede il Concorso lungometraggi, aperto solo a opere prime e seconde di registi provenienti da ogni parte del mondo, e il Concorso cortometraggi, riservato a registi under 40; The Outsiders, che affianca le sezioni competitive del festival; la decima edizione della rassegna Colpe di Stato, che si sofferma sulla realtà complessa del sistema di potere nel mondo; il Focus Animazione con la tradizionale maratona di corti al Parco Sempione e tanti altri appuntamenti. C'è spazio anche per la musica con i concerti sul Sagrato e PARKLIVE, un festival di concerti e dj-set in programma ogni sera alle 18.30 al Parco Sempione. 




L’appuntamento è dal 4 al 14 settembre 2014, ma potete già acquistare l'abbonamento  on-line e approfittare così per usufruire degli sconti e convenzioni a cui vi dà diritto. Per saperne di più cliccate qui

Per tutti gli aggiornamenti andate sul bellissimo sito www.milanofilmfestival.it, scoprirete tante iniziative interessanti, anche per chi non abita a Milano, come le proiezioni gratuite di MyMoviesLive!

Sarà dura scegliere a quale partecipare … nel frattempo vi consigliamo di rinfrescarvi in stile NonSoloPizzaeCinema, con un po' di frutta .. ma 'creativa'!!


Matrix, tecnologia e innovazione



Ricordo bene l’acquisto del mio primissimo lettore DVD: eravamo a cavallo del nuovo millennio e fu davvero una grandissima emozione! J
Va da sé che non aveva senso prendere un lettore senza comprare anche i DVD da leggere, così ne comprai subito due. Il primo non poteva che essere il mitico Frankenstein Junior, una scelta prettamente dettata dal cuore; il secondo invece doveva assolutamente essere un film che esaltasse la migliore qualità offerta da un DVD, rispetto all’ormai vetusto VHS. La scelta quindi cadde su Matrix, che avevo già visto con piacere al cinema e del quale avevo sentito eccellenti recensioni sulla versione in DVD.

Oggi, ormai, anche i DVD sono diventati vetusti, ma all’epoca era proprio una gran figata. Tanto che spendevo molto tempo, cosa che ora non faccio più, a guardarmi anche tutti i contenuti speciali. Quelli di Matrix, devo dire, erano fatti davvero bene: con questo film, infatti, i fratelli Wachowski avevano apportato grandi innovazioni nella regia, adottando delle tecniche di ripresa mai viste prima di allora… e tutto era molto ben descritto nei contenuti speciali.
Matrix è un film che ha fatto storia, sia per i suoi effetti speciali molto innovativi, ma anche per una trama molto interessante, ideata e sviluppata molto bene, che stuzzica la fantasia e la curiosità dello spettatore toccando ossessioni e paure che (magari in misura molto piccola e forma differente) ognuno di noi ha avuto almeno una volta.

È una pellicola che rientra a pieno titolo nella fantascienza, cosa che probabilmente lo rende meno gradito ai non amanti del genere (posizione che capisco e rispetto, anche se non condivido), e che contiene scene indimenticabili e così belle che sono inutili da citare per chi ha già visto il film (perché le avrà ben impresse nella memoria), ma che soprattutto è vietatissimo anticipare a chi lo deve ancora vedere: rovinare la sorpresa sarebbe imperdonabile.

Come ho riscontrato varie volte, e magari ho già avuto modo di parlarne in atri post, nella cultura statunitense c’è una pietra miliare che ne costituisce il fondamento e il punto di riferimento, cioè la storia di Alice nel Paese delle Meraviglie. Non dico che il riferimento non sia calzante in questo film, ma confesso che il continuo e ripetuto uso di questi collegamenti talvolta lo trovo fastidioso e mi viene quasi voglia di considerarlo come un aspetto negativo. Ammetto, però, che è una cosa mia e probabilmente solo mia, per cui non è corretto che lo faccia.

Ho amato Matrix e tuttora mi capita di rimetterle il mio vecchio DVD nel lettore di tanto in tanto. La stessa cosa non vale invece per i suoi sequel, già partendo dal secondo episodio “Matrix Reloaded”. Non tutti la pensano come me, ma molti sì: uno in particolare ha addirittura regalato una sua divertente spiegazione della storia che ha intitolato “Matrix Respieghed”. Penso che, in qualche modo, ve ne dovrò fare regalo anch’io, perciò “stay tuner”!

Stiamo parlando di un film che -a suo tempo- è stato un’innovazione, per cui ora voglio continuare proponendo un’innovazione anche in cucina: è un piatto che ha subito destato la mia curiosità non appena mi è stato proposto dalla mia “Single Malt Distillery” preferita, cioè la Aberlour.



Si tratta della ricetta di uno chef inglese (…rabbrividiamo?), Marcello Tully, dal titolo
Petto d’anatra in salsa di frutto della passione 
e patate novelle schiacciate

Non l’ho mai fatto e non sono ancora in grado di valutarne la qualità. Oltretutto, fin da quando andavo alle scuole medie, mi è sempre stato noto il tema di quanto fosse scarso il valore della cucina in Inghilterra (ricordo sempre il tipico detto inglese: “Dio creò il cibo e il diavolo fece i cuochi”). Però, da amante del Single Malt, non mi posso esimere dal segnalarlo e, al più presto, provarlo. La ricetta è lunga e in inglese, per cui vi regalo il link in cui potete studiarvela e vi traduco l’introduzione.

http://www.greatbritishchefs.com/

“Petti d’anatra meravigliosamente cucinati sono accoppiati a una notevole salsa a base di frutti della passione in questa ricetta sull’anatra di Marcello Tully. Le patate schiacciate offrono un eccellente accompagnamento per l’anatra e il piatto può essere servito con fagiolini leggermente cucinati, come mostrato nell’immagine. Quando si sceglie il whisky per la salsa ai frutti di passione, selezionatene uno con note più leggere e dolci; quelli che si adattano meglio sono i whiskey irlandesi e diversi blended whisky, oppure, se si vuole un Single Malt, usare quelli dello Speyside.”

Enjoy

Blue Jasmine.. e un aperitivo a Manhattan con lo Stoli Martini


Woody Allen ama raccontare la vita di persone ricche e infelici. E Blue Jasmine non fa eccezione. Racconta la parabola di Jasmine, signora altoborghese sposata con un ricco uomo d'affari truffatore, che si ritrova in miseria dopo l'arresto del marito ed è costretta ad abbandonare il lusso di Manhattan e della sua vita fatta di feste e 'filantropia', per rifugiarsi dalla sorella che abita nella periferia di San Francisco e che conduce tutt'altro tenore di vita.



Già dal trailer spicca una grande Cate Blanchett, fresca di Oscar proprio per la sua interpretazione in questo film. Lo stesso regista in una intervista a Repubblica ha affermato:
Il suo talento, la sua profondità hanno dato a Jasmine un'umanità che sulla carta non aveva, costringendo il pubblico a preoccuparsi per questa donna piena di difetti, pillole, alcol. 
E lo stesso sembra fare la telecamera, che con passo felpato accompagna i drammi di questa donna, in un continuo confronto tra passato e presente, senza giudicarla e rendendola più affascinante e umanamente interessante di quanto sia in realtà. Questo contrasto tra una sceneggiatura che non concede scappatoie alla protagonista e una 'regia compassionevole' è ciò che rende il film più intrigante e degno di un regista come Allen, grande narratore della 'commedia umana'.

Che siate infelici e ricchi o felici e poveri, il consiglio è di seguire lo spunto che ci dà Jasmine concedendovi un cocktail a base di Vodka da accompagnare non alle pillole di Xanax ma a un aperitivo stiloso e 'minimal'. Potete prendere spunto da questa foto, scattata sulla Terrazza 5 del Moma di New York, ma potete concedervi molte varianti sul tema sempre facendo attenzione alla qualità e alla selezione dei prodotti che volete servire.



Se volete essere 'stilosi' spendendo poco, non devono mancare le mandorle tostate e una selezione di olive e formaggi, magari con qualche gelatina da abbinare. Potete ordinare prodotti particolari da offrire ai vostri ospiti anche dal sito Gourmant.com. L'iscrizione è gratuita e vi arriverà tutto a casa in pochi giorni!

Per il cocktail non ci sono dubbi, preparate il preferito di Jasmine, lo Stoli Martini a base di vodka, vermouth e decorato con scorza di limone. Seguita la ricetta direttamente dal blog Cinema Sips e non ve ne pentirete!!

Cin-cin!

Noah in 3D... o_O


Da diversi anni, ormai, è ripartita la moda dei film in 3D. Senza dubbio questa è una tecnologia che ha avuto, recentemente, un forte miglioramento: ricordo ancora quando, da ragazzino, ebbi l'opportunità di vedere al cinema "Lo Squalo 3D", un successo all epoca che però non ebbe un gran seguito.
Cinque anni fa, invece, sono stato a vedere Avatar, il film che dopo tanto tempo ha rilanciato il 3D nel cinema: indipendentemente dalla trama, bisogna ammettere che lo scalpore che ha suscitato è stato senza dubbio meritato.

Da quel momento però tanti, troppi sono stati i registi che hanno preteso di utilizzare il 3D senza tenere conto di uno dei concetti fondamentali del "far bene il lavoro del regista": a meno di essere pionieri nell'introduzione di una nuova tecnologia (cosa che, per esempio, ha reso più che perdonabile qualunque errore o abuso commesso in Avatar), non può essere la tecnologia a definire un lavoro ma dev'essere il lavoro ad usarla opportunamente per migliorare il risultato finale, massimizzandone la qualità. In parole più semplici,
"la tecnologia è il mezzo, non il fine"

In effetti ho visto alcuni film in 3D e tanti di questi erano più una "sagra dell'abuso": il mio parametro è che l'uso è buono quando nemmeno ti accorgi che il 3D c'è... e sono solo 2 i film (tra quelli che mi vengono adesso in mente) in cui ho levato gli occhiali durante la proiezione perché ritenevo che il 3D non ci fosse affatto. Non vi dirò i titoli ma quei lavori sono l'esempio da seguire.
 Come risultato, la regola che a un certo momento mi sono dato è stata di non andare più a vedere film in 3D: se il prodotto è buono, lo è anche in 2D. Si risparmiano soldi e si evieffetti 3D da parco dei divertimenti", cioè l'unico posto che ha sempre potuto abusare (a pieno diritto) di questa tecnologia.
tano le brutte esperienze di "
Ciononostante le congiunzioni astrali che ti portano a deviare da una scelta del genere possono accadere. Come ad esempio ricevere, sulla tessera del cinema, un regalo di compleanno speciale: una visione gratuita "anche in 3D" di qualsiasi film... e proprio quando nelle sale è presente quel film che aspettavi con ansia di vedere da tanto tempo.
Ed ecco che "Alvaro il Tonto" è cascato nel trappolone, andando a sciuparsi in 3D la visione di Noah. Chiunque mi conosca o mi segua sul blog sa bene quanto io abbia sempre adorato Darren Aronofsky: da tanto sapevo dell'arrivo del film, fremevo nell'attesa e quando si è presentata l'occasione di vederlo gratis in 3D ci sono andato da solo, proprio per godermi a pieno l'esperienza... ma gli effetti 3D (che ho perdipiù trovato di scarsa qualità) mi hanno distratto così tanto che sono uscito dal cinema insoddisfatto e con l'amaro in bocca.


No, non tornerò al cinema per rivederlo in 2D. Tantomeno mi sento di consigliarlo. A questo punto non posso far altro che attendere l’uscita del DVD, che rivedrò a casa con calma e poi decidere se mi piace. Anche perché così potrò guardarlo mangiando un piccolo sfizio che adoro concedermi quando guardo un bel film a casa mia: lo Zenzero Candito.

http://notedicioccolato.blogspot.it

E' un rimedio naturale per l'influenza e la nausea, fa bene alla digestione ed è un piacere sgranocchiarlo con la sua nota piccantina... e la ricetta è davvero semplice!

Ingredienti: 300g di zenzero fresco e sodo, 300g di zucchero (+altri 100g per guarnire) e 800ml di acqua

Procedimento: tagliare lo zenzero a pezzi e sbucciarlo con un pelapatate, eliminando bene tutta la buccia. Tagliarlo a fette (o a pezzetti se preferite) e metterlo in una pentola di acciaio coperta, con 100ml di acqua: portato a bollore, scolarlo per eliminre l'acqua e aggiungerne altri 400mlm per farlo cuocere 40' a fiamma dolce (attenzione che l'acqua non si asciughi!). Trascorsi i 40' scolare nuovamente e far asciugare e raffreddare su carta assorbente. Rimetterlo in pentola con la restante acqua e i 300g di zucchero. Cuocere finchè l'acqua non si sarà ristretta completamente (attenzione a non farlo caramellare) e quindi trasferirlo su carta assorbente (usare una schiumarola), coprendolo con gli altri 100g di zucchero e mescolando il tutto.
Mettere i pezzetti di zenzero candito su una teglia rivestita di carta forno e farlo asciugare in forno a 130° per ~10'. Toglierlo dal forno e, quando si è raffreddato, conservarlo in un recipiente a chiusura ermetica.

Enjoy!

Tracks - Attraverso il Deserto e la pasta con lenticchie e gamberi


Diciamoci la verità, le donne lo fanno meglio! Hanno la capacità di imprese straordinarie e quando si mettono in testa qualcosa è difficile fermarle.
Il film, Tracks - attraverso il deserto, di cui vi parliamo oggi è esattamente questo: la storia incredibilmente vera di Robyn Davidson, una donna che nel 1977 attraversò 2.700 km di deserto australiano a piedi con 4 cammelli ed un cane. 

La pellicola del 2013 del regista John Curran, non usa falsi trucchi o effetti speciali hollywoodiani per rendere la storia più intensa, ma attraverso le incredibili immagini, le luci degli spazi australiani e la bravura degli attori, animali compresi, convince e cattura lo spettatore con un crescendo di pathos nell'attesa di vedere finalmente l'oceano indiano.



Non importa essere stati in Australia (ma aiuta) per amare questo film e comprendere come la ricerca di se stessi può spingere l'uomo ad abbandonare tutto.

Per arrivare ad imprese di questo tipo spesso c'è un inconscio turbolento, un episodio o un dolore nella vita che spinge a superare i limiti, ma a noi piace pensare semplicemente all'impresa, al coraggio e alla tenacia. Come ha detto Robyn parlando della scelta dell'attrice protagonista che alla fine ha visto prevalere l'attrice australiana Mia Wasikowska (l'Alice delle meraviglie di Tim Burton del 2010) a Julia Roberts: "uno dei motivi per cui Mia ha avuto quel ruolo non è stato soltanto per la sua bravura ma perché quando abbiamo parlato non mi ha mai chiesto perché lo hai fatto?". Potete ascoltate l'intervista qui.



L'avventura di Tracks ha ancora più valore perché racconta una storia degli anni 70', documentata dalla rivista National Geographic, che la protagonista ha affrontato da sola senza GPS, cibo liofilizzato, abiti tecnologici, blog che oggi renderebbero l'impresa molto diversa e meno intima di quella di Robyn. 

Per chi volesse fare un'esperienza di vita in Australia a contatto con la natura, vi consigliamo di dare un'occhiata a questo articolo che dà alcuni utili consigli per andare a lavorare nelle farm australiane.

Pensando ai colori e alle atmosfere del film, ci è venuto in mente questo ottimo piatto che unisce alla perfezione le due 'anime' del viaggio di Robyn, dal deserto al mare.  



Si tratta della Pasta con lenticchie e gamberi, che potete provare anche a realizzare come zuppa.

Ingredienti:

- code di gamberi
- lenticchie già lessate
- carota, cipolla
- brodo vegetale
- sale, pepe
- linguine, prezzemolo e polpa di pomodoro (se invece della zuppa preferite la pasta)

Fate un trito con carota e cipolla e farli rosolare in olio d'oliva. Aggiungete le lenticchie che avrete già lessato (se avete poco tempo potete utilizzare quelle in scatola già lessate, ovviamente il risultato finale sarà un po' meno saporito!). Se volete fare la zuppa, aggiungete brodo vegetale fino a coprirle e lasciate cuocere per almeno 10 minuti avendo cura di girare spesso e aggiungere il brodo qualora dovesse asciugarsi troppo. Nel frattempo pulite i gamberi e fateli saltare con poco olio, aglio e prezzemolo in un'altra padella. Quando la zuppa sarà pronta, servite adagiando sopra i gamberi, un goccio di olio, sale e pepe.

Se volete utilizzare questo preparato come condimento per la pasta, dovete diminuire la quantità di brodo vegetale, che potete sostituire con la polpa di pomodoro se preferite e fate 'tirare' il sugo, aggiungendo anche in questo caso i gamberi solo alla fine.

Guarnite la pasta con del prezzemolo.

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