La Grande Scommessa .. ovvero come trasformare degli avanzi in un gran piatto!



Può dirmi che cosa sta succedendo? E per favore parli come se lo spiegasse a un bambino piccolo... o a un golden retriever.


La grande scommessa (The Big Short) è un film del 2015 diretto da Adam McKay, basato sul libro di Michael Lewis The Big Short - "Il grande scoperto". Nel cast Christian Bale, Steve Carell, Ryan Gosling e Brad Pitt, che interpretano un gruppo di investitori che hanno intuito cosa stava per succedere sul mercato prima dello scoppio della crisi finanziaria del 2007-2008. 


Insomma, un bignami dell'economia moderna, che ha per protagonisti non gli squali della finanza alla Scorsese ma tre outsider di Wall Street, eroi per caso in un sistema sfuggente e sorretto da menzogna e stupidità, che poi come ci spiega il film sono spesso la stessa cosa.

Una tematica sicuramente sempre attuale ma, non tale da attirare folle di spettatori. 

E invece.....
Invece La (Vera) Grande Scommessa l'ha vinta il regista con il pubblico. Si entra in sala curiosi, attirati dal grande cast e dal buon passaparola sul film. Timorosi però, di assistere a un due-ore-no-stop di contenuti economici che avrebbero fatto sentire chiunque piccolo piccolo.. e poi guai a dichiarare di non avere capito niente!  All'uscita ci si sente invece più intelligenti, colti, e pronti a dire la nostra sul sistema macroeconomico mondiale. Abbiamo addirittura capito - grazie Jenga.. - che cosa sono i Collateralized Debt Obligation e i Credit Default Swaps. Adam McKay, hai vinto!

In questo film si riesce infatti con intelligenza, con una grande regia e con artifici astuti (come i fuori-campo delle grandi star che ti spiegano cosa sono i mutui sub-prime) a coinvolgere lo spettatore e tenerlo desto sulla sedia fino in fondo, impaziente di vedere come va a finire.. anche se la fine è purtroppo l'unica cosa ben nota a tutti. I tre protagonisti poi hanno sfaccettature tremendamente umane che si sviluppano e crescono durante l'arco del film.




Se avete visto il film, e quindi ormai sapete bene che cos'è un CDO, avrete appreso la famosa arte di riciclare gli scarti per ottenere un piatto stellato! 
Noi vi proponiamo una ricetta che sfrutta la versatile Farina di Ceci, e potete sbizzarrirvi modificando la ricetta in base a quello che effettivamente volete camuffare (ehm.. riutilizzare). 

Frittata con la farina di Ceci



Ingredienti:

- 50 gr. di olio Evo
- 50 gr. di parmigiano o pecorino romano
- 2 rametti di prezzemolo
- 1 cucchiaio di curcuma in polvere
- 100 gr. di farina di ceci
- 300 gr. di acqua 
- 350 gr. di pasta asciutta che vi avanza oppure di verdure già cotte che vi avanzano.

Grattugiare il parmigiano e unire la farina di ceci, il sale, la curcuma, olio e acqua e amalgamare bene. Verrà fuori una pastella molto liquida, che trasferirete in una tortiera rotonda sulla quale avrete prima messo la carta da forno bagnata e strizzata. Unire la pasta avanzate oppure le verdure avanzate disponendole nella teglia in modo omogeneo. Cuocere in forno caldo a 180 gradi per 40 minuti. Servire la frittata a fette.

Pan: un'occasione sprecata (.. e l'insalata con le pere)



Ai primi del Novecento un nuovo e curioso personaggio fu introdotto nel mondo degli eroi di fantasia da J. M. Barrie, un autore inglese noto per essere “incapace di crescere” a causa della sua poetica così visionaria e del suo desiderio di giocare anche in età adulta. Il personaggio si chiama Peter Pan, e so che non è necessario spendere neanche una sillaba su di lui perché tutti sanno chi sia.

Curiosamente anche Peter Pan, come il suo autore, era un bambino che non voleva crescere e per questo, volutamente, mai gli fu data un età o una qualche raffigurazione, lasciando ai lettori la possibilità di dar libero sfogo alla propria fantasia nel immaginarlo.
Successivamente, altre persone si trovarono comunque a doverne introdurre un’immagine, a partire dagli illustratori dei libri, e giunti alla creazione del lungometraggio Disney, nel ’53, Peter appare con il suo abito verde, cappello con piuma, capelli ramati e… le orecchie a punta come un elfo! E questa è l’immagine che per me Peter Pan ha sempre avuto e sempre avrà.

Sarò per sempre grato a Barrie per questa sua creazione perché oltre ad aver accompagnato la mia infanzia è stato un punto fermo anche in quella di mia figlia, che ha passato ore ed ore a vederlo e rivederlo nella versione Disney, sognando come raggiungere la mitica Isola che non c’è” (seconda stella a destra e poi dritto fino al mattino).

Peter Pan, nel tempo, è divenuto un’icona mondiale ed ha alimentato le fantasie di innumerevoli persone, spingendole ad inventare storie parallele, sequel e prequel, in così tante differenti versioni che non vale la pena citarle; ad eccezione però di quest’ultima: alla fine del 2015, infatti, Joe Wright esce nella sale cinematografiche con un lavoro molto ambizioso, reinventare cioè la storia di Peter Pan partendo dalla sua comparsa nel nostro mondo e passando nella varie fasi attraverso cui lui diventa leggenda. E pare che Wright si proponesse di farlo applicando quanto lo stesso Barrie diceva di fare con le sue creazioni: raccontare la storia al figlio, che successivamente la riracconta a lui con addizioni e varianti; riproporla quindi al figlio con l’adattamento delle modifiche e proseguendo fino a che la storia si assesta.

Un’idea geniale. Un’opportunità unica. Un investimento economico colossale.

Ma il risultato prodotto è un misero fallimento. Non per gli effetti speciali; e nemmeno per la qualità delle immagini o della scenografia. Quello che proprio non funziona è il grande “mescolone” di una valanga di idee che non si amalgamano fra loro, come in un piatto di spaghetti intrecciati, e la storia si trova (citando un’altra recensione) “sepolta sotto una caterva di invenzioni narrative e visive che, prese singolarmente, affascinano di certo, ma, accumulate l'una sull'altra, ben presto sfiniscono e vien voglia di scappare da Neverland”.



In buona sostanza, questo film è un fiasco sia per il pubblico che per la critica, risultando anche il prodotto cinematografico che ha raggiunto il record di perdita economica al botteghino, e gli unici riconoscimenti che è riuscito ad ottenere sono relativi solo agli effetti speciali e alla qualità del 3D.
Se però volete comunque vederlo, mi sento di dovervi suggerire un piattino in opposizione, quindi molto molto semplice e che vi rinfreschi un po’:

Insalata di parmigiano reggiano con le pere 

da Donnamoderna.com
Ingredienti

100 g di Parmigiano Reggiano, 
2 pere
un cespo di lattuga o songino
1 peperone (o della rucola)
30 g di noci
succo di limone
6 cucchiai d'olio evo
sale e pepe nero macinato al momento

Lavata la frutta e la verdura, sbucciare e tagliare a dadini le pere, tritare grossolanamente le noci, privare l’interno del peperone dei semi e dei filamenti bianchi e tagliarlo a strisce sottili, quindi tagliare finemente la lattuga, dopo aver eliminato le foglie esterne più dure e averla asciugata. Potete in alternativa utilizzare il songino.
Versato in una ciotolina il succo di limone, sciogliervi il sale, quindi unire l’olio e una spolverata di pepe e mescolare accuratamente il tutto con una frusta a formare una salsina.
Messe le verdure e la frutta in un'insalatiera, aggiungere il parmigiano a scaglie (o grattugiato, come preferisco io) e poi condire l’insalata con la salsina appena preparata, mescolare e servire.

Certo se qualcosa non è gradita siete liberi di modificare a piacere: io stesso i peperoni li sostituisco con la rucola, tanto alla fine quello che conta è ritrovare un po’ di equilibrio.


Enjoy!

Il Ponte delle Spie e la colazione all'americana: la ricetta originale dei Pancake

Di Babe


Il film mantiene pienamente le promesse degli altisonanti nomi sia del regista che del protagonista.
La cura maniacale dei particolari esprime il genio cinematrografico americano che trova in Spielberg una delle sue massime espressioni.
Tom Hanks interpreta magistralmente un avvocato newyorkese padre di famiglia, con forte senso di responsabilità del proprio lavoro e per questo ingaggiato per un’ impresa difficile e scomoda: garantire un giusto processo ad una spia russa perchè “ogni uomo merita una difesa , ogni uomo è importante”.
Il film si snoda tra New York sede del processo e Berlino, luogo dello scambio tra il prigioniero russo e uno americano. Molto toccante è la sequenza in cui si vede la costruzione del muro di Berlino a cui il protagonista assiste 'dal vivo'.
Donovan, assoldato poi dalla CIA, deve cercare di riuscire a far liberare ben due americani contro uno…
Dal luogo dello scambio il titolo del film. Trattasi infatti del ponte di Glienicke che nel periodo della guerra fredda fu teatro di numerosi simili episodi.
Il tema principale è l’onore e l’integrità di un uomo che svolge una funzione pubblica e lo fa anche mettendo a repentaglio il proprio ambito familiare ottenendo il rispetto anche di chi è opposto a lui per nazionalità ed interessi politici.  

Questa è l’America, ben diversa dall’Italia raccontata da Checco… ma questo è un altro film… E allora rendiamo omaggio all'American con una perfetta colazione 'american style' come quella che vediamo nel film.

Ecco a voi la ricetta per ottenere i classici e perfetti pancake americani, ottimi accompagnati con semplice sciroppo d'acero o con la marmellata.
http://www.buzzfeed.com
La ricetta che vi propongo è tratta dal blog Un'Americana in Cucina .. divertitevi a leggere questo bellissimo blog per tanti altri utili consigli e accorgimenti. Altrimenti per una ricetta più semplice potete leggere il post di Alvaro qui.

Ingredienti:
- 150 g di farina 00 
- 2 cucchiaini (10 g) di zucchero 
- un pizzico di sale 
- 1/2 cucchiaino di lievito per dolci 
- 1/4 di cucchiaino di bicarbonato di sodio 
- 220 g di latticello 
- 1 uovo 
- 40 g di burro fuso 
- Olio di semi per ungere la padella 
- Sciroppo d’acero per servire 

Per 5 pancake grandi o 10 piccoli. Setacciate insieme la farina, lo zucchero e sale, il lievito e il bicarbonato di sodio, mettete da parte. In un’altra terrina, sbattete insieme il latticello, l’uovo e il burro fuso. Unite questo composto al composto con la farina e mescolate solo fino ad amalgamarli. La pastella sarà un po’ grumosa, non mescolatela troppo. Scaldate pochissimo olio in una padella antiaderente su fuoco medio. Quando la padella sarà ben calda, versateci un mestolo di pastella, creando una pancake rotondo. Girate la pancake quando al centro si formano delle bolle, circa 2-3 minuti. Quando la girate, il fondo dovrebbe essere ben dorato. Cuocete l’altro lato finché sarà dorato, altri 2 minuti. Ripetete con il resto della pastella e servite subito con una noce di burro ammorbidito e sciroppo d’acero.

Guerre Stellari: la Saga continua .. e la Zuppa di Scorzonera





La promessa di Lucas è stata mantenuta: ecco la terza trilogia della saga. Certo, nelle trilogie precedenti ogni episodio è uscito 3 anni dopo il precedente, mentre questa volta pare abbiano in piano di far uscire i prossimi ogni 2 anni… forse una pressione della Disney ad accelerare i tempi ha vinto rispetto a questo ripetuto ricorrere del numero 3, che fra l’altro non riguarda solo questa saga.





Parliamone un po’ di questo "numero 3": vorrei riuscire a capire quale tra le sue molteplici caratteristiche lo renda così importante da essere tanto utilizzato.
Con lo sguardo volto al passato “remoto” si scopre che già nel primo secolo avanti Cristo (quindi ancor prima della Santa Trinità di Padre, Figlio e Spirito Santo) la scuola pitagorica vedeva la perfezione del numero 3 nel suo essere -come somma- la sintesi del dispari e del pari, vale a dire del numero 1 e del numero 2; ma anche nella teoria dei numeri il 3 è un numero “triangolare” e, in geometria, non solo il triangolo è la prima e più elementare delle superfici, ma bastano 3 soli punti non allineati per identificare un piano; e lo spazio di dimensioni ne ha 3!
Passando poi all’esoterismo, il 3 è considerato il numero della creazione: è l’unione dell’1, che con la sua rigidità ed erezione è rappresentativo dell’uomo, e del 2 che invece lo è della donna con la sua morbidezza e rotondità, i quali sono entrambi incapaci da soli di moltiplicarsi.
Anche con ricerche molto semplici se ne trovano tante altre di storie e di note sull'importanza del numero 3, dalla "Totalità Cosmica" cinese alla "Trimurti" induista, ma alla fine quale fra queste rende il numero 3 così fondamentale? Nutro la forte speranza che esista chi detiene questa risposta e mi auguro che legga questo testo e decida di rendercene tutti partecipi.

Da parte mia, in cambio, condividerò un paio di curiosità che non sono affatto segrete e che conosco perché le ho vissute in prima persona. 

La prima: dopo l’uscita di Guerre Stellari nel 1977, con il suo indiscutibile ed intramontabile successo, la Disney volle rispondere competitivamente con un suo prodotto antagonista e, spendendo un importo sconsiderato di denaro, uscì nel 1979 col suo The Black Hole (trovato solo in inglese):




 

Mi chiedo se oggi ci sia ancora qualcuno che se ne ricordi. Quantomeno si può dire che l’obiettivo era stato fallito dalla Disney. Sapere però che oggi sia proprio la Disney ad aver acquisito i diritti su Guerre Stellari e che inoltre sia proprio la Disney a portare avanti questa nuova trilogia mi lascia alquanto spiazzato e confuso, anche se allo stesso tempo… incuriosito.

La seconda curiosità riguarda invece una cosa scoperta per caso solo in età abbondantemente adulta: correva la fine del 1999, dopo l’uscita dell’episodio 1 (La Minaccia Fantasma), e giravo all’interno di una libreria alla ricerca di qualche nuovo titolo da leggere, in particolare buttando un occhio di riguardo nella sezione Fantasy/Fantascienza  controllando se per caso fosse uscito un lavoro nuovo di un autore che leggevo intensamente all’epoca, cioè Terry Brooks… finché l’occhio cadde davvero su un suo lavoro nuovo! Ed il titolo era proprio “La Minaccia Fantasma”! Ho avuto un attimo di confusione; ma poi ho guardato meglio e c’era pure indicato che quello era proprio il testo da cui era tratto il nuovo episodio di Guerre Stellari. All’inizio, da fan dell’autore, ho provato una certa quota di orgoglio; ma poi ho approfondito meglio ed ho scovato una sezione dove esistevano già i libri dei 3 episodi precedenti. Anzi vengo a scoprire che l’opera era proprio iniziata come letteraria e che il primo film era stato realizzato solo per pubblicizzare il libro, non immaginando il successo che l’opera cinematografica avrebbe riscontrato.

Se vi state chiedendo quand'è che inizio a parlare di questo episodio allora devo deludervi: avervi inserito un trailer nel post è il massimo che intendo fare. A parte che non lo faccio quasi mai di fornire dettagli del lavoro su cui scrivo, in questo caso parliamo di non voler rovinare l’esperienza dei tantissimi che, proprio come me, desiderano la sorpresa della scoperta. Nessuna soffiata (e non userò il temine di moda oggi) e nessuna opinione: godetevi la visione e scegliete voi se vale oppure no senza farvi influenzare.
Invece ho cercato di pensare a lungo sulla ricetta che avrei potuto associare. Non è affatto facile perché anche dopo aver rivisto da capo tutti gli episodi non esiste un momento dedicato al mangiare. O meglio, uno c’è… ma ci ho pensato a lungo prima di scegliere di usarlo: ricordate nell’episodio 5 il momento in cui Luke va nel sistema Dagobah alla ricerca di Yoda e trova un buffo mostriciattolo che parla in modo strano e lo invita nella sua povera dimora per preparargli qualcosa di buono da mangiare? Beh, che lo ricordiate o no, la “leccornia” che il mostriciattolo verde con le orecchie a sventola prepara al suo giovane ospite è una Zuppa di Radici… e allora la mia selezione, dopo lunga ricerca, è caduta sulla Zuppa di Scorzonera





Ingredienti (4 pax): 250g di scorzonera, 30g di burro, 50g di cipolle, 20ml di vino bianco, 1 litro di acqua, sale e pepe bianco.
Preparazione: sbucciare la scorzonera, pulirla e tagliarla a cubetti di media grandezza. Scaldare il burro in una casseruola e soffriggere la cipolla tagliata a dadini. Aggiungere la scorzonera, sfumare con il vino bianco e aggiungere quindi l'acqua. Aggiustare di sale e di pepe e far cuocere la zuppa per circa 30 minuti. Poi frullare e passare con un colino.

Questa è la ricetta base, quella che mi aspetterei di veder uscire dalla pignatta di Yoda; ma se si preferisce un po’ di arricchimento che la renda più gradevole allora è meglio sostituire il litro d’acqua con 1 litro di brodo di carne e, dopo aver passato col colino la zuppa frullata, aggiungere 120g di panna e servire la zuppa con una scorzonera essiccata a testa.

Enjoy!

Chef - la ricetta perfetta e il Sandwich Cubano


Un blog che parla di cinema e cucina non poteva farsi mancare il film di Favreau, dove il cibo è protagonista!! Carl Casper è un noto chef che lavora in un ristorante di Los Angeles, divorziato e con un figlio che non vede mai. A seguito di un forte scontro con un critico e della miopia culinaria del suo datore di lavoro decide di licenziarsi e con l'aiuto della ex-moglie si reinventa cuoco itinerante da street food, partendo da Miami, con l'aiuto del figlio e di un suo vecchio collega. Un bel cast (Jon Favreau, Robert Downey Jr, Dustin Hoffman, Scarlett Johansson) I colori, la musica e il cibo cubano confezionano un film divertente e molto 'american dream', perfetto per tirarvi su di morale in una grigia domenica invernale. Altri protagonisti dei film sono Twitter, Vimeo, Facebook .. a comporre un mosaico di immagini e video che quotidianamente influenza la nostra vita e contribuiscono a creare il successo del progetto 'on the road' dello chef Casper.



Avete ancora dubbi a farvi travolgere da questo filmino leggero? Ascoltate la favolosa colonna sonora, tra cui 'When my train pulls in' di Gary Clark Jr..



Unica avvertenza: mai guardare quest film a stomaco vuoto, quindi perché non prendere spunto dall'avventura di Carl Casper e provare a preparare un vero sandwich cubano

Noi abbiamo gironzolato per il web alla ricerca della ricetta migliore ed abbiamo trovato questa: viene dal blog L'EnnesimoBlogdiCucina.


http://www.lennesimoblogdicucina.com
Ingredienti:

- 1 baguette
- 6 fette di arrosto di lonza
- 6 fette di prosciutto cotto
- 1 cucchiaio di senape
- 2 cetrioli grandi
- 4 fette di formaggio a pasta dura (provola)
- 1 noce di burro
- pepe

Dividete la baguette in due e spalmate l’interno con un velo di senape, appoggiate 3 fette di arrosto di lonza e 3 di prosciutto. Poi affettate i cetrioli sottili e adagiateli sul prosciutto, coprite con il formaggio, pepe e chiudete il panino. Scaldate i due panini in una piastra a pressa (in alternativa si può cuocere un lato per volta su una bistecchiera antiaderente). Dopo qualche minuto ungere l’esterno del panino, sopra e sotto, con un velo di burro e continuate a cuocere fino alla doratura. Quando il formaggio inizia a colare è pronto.

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