Bears, Daniza e il salmone



Michele Serra ha scritto bellissime parole a proposito della triste storia di Daniza, l'orsa 'colpevole' di aver aggredito un uomo che si era appostato ad osservare i suoi cuccioli e che è morta in seguito ad una iniezione di sonnifero. Ci insegna che abbiamo perso il contatto con la natura vera, 'selvaggia', e questo ci intimorisce e ci disorienta.


Non è per animalismo, capite, è per umanità che ci dispiace per Daniza. Perché senza orso (e balena, elefante, tigre, rinoceronte) non avremo più niente da ricordare e dunque più niente da sognare.

E' vero che non sempre abbiamo la possibilità di partire alla ricerca della natura selvaggia come il protagonista di Into the Wild (che fa anche una brutta fine..) ma quantomeno possiamo documentarci affinché questa ci risulti un po' meno misteriosa. Sfruttiamo quindi i vantaggi che oggi ci offre la tecnologia e la visione in HD, per goderci qualche bel documentario, da far vedere anche ai nostri figli.

Tempo fa abbiamo parlato di Amazzonia, il primo del suo genere girato in 3D, oggi invece vi portiamo nel regno degli orsi con il documentario Bears, prodotto da Disneynature.



Oltre alle immagini bellissime, il documentario appassiona perché non parla semplicemente di orsi, ma racconta una storia di coraggio, amore e perseveranza. Ambientato in Alaska, segue da vicino una mamma orsa e i suoi due cuccioli nel loro primo anno di vita, dal risveglio dal letargo al lungo viaggio in cerca dei salmoni - fondamentali per poter sopravvivere al rigido inverno successivo. 



Vedere le tecniche di pesca di questi enormi orsi alle prese con i salmoni è davvero divertente ed è proprio questo che ci ha ispirato il piatto-degustazione che vi proponiamo qui: Salmone selvaggio canadese Red King con stracciatella e spaghetti di zucchini crudisti.


www.lasalmoneria.it

Fortunatamente per voi non dovete andare a pescarlo in Alaska per poterlo assaggiare! Anzi se abitate a Firenze vi basterà fare un salto alla Salmoneria, dove troverete questo e tanti altri tipi di salmoni. Ma non ditelo a mamma orsa!

A proposito di Henry.. e del ragù di mia nonna


Ci sono momenti in cui ci si rende conto che la vita ha preso una strada definita, e cambiarla sembra impossibile. Talvolta però accade qualcosa che ci costringe a guardare le cose da un altro punto di vista e ci dà la possibilità di avere una seconda chance. Sono spesso eventi tragici che con la loro forza devastante riescono a spezzare un equilibrio e talvolta, se si è bravi, ci aiutano a crearne uno nuovo, magari più autentico. 

Dopotutto, la vita non è quello che accade, ma come viviamo quello che accade. 

In questo sta il fascino della storia di Henry, un bellissimo e giovanissimo Harrison Ford che incarna il paradigma dell'uomo di successo alla fine degli anni '80. E' un brillante avvocato, lavora a Manhattan in un grande studio legale, ha una bella moglie, una figlia educata e un'amante.

Un terribile incidente però gli fa perdere la memoria; nel lungo processo che lo porta a 'riappropriarsi della sua vita', si rende conto di non rispecchiarsi veramente nella vita che si era costruito e decide di ricominciare. Il film del 1991 di Mike Nichols regista de Il Laureato e di tanti altri successi (qui la filmografia) è una favola edificante, a tratti scontata, ma sorretta da un intenso Harrison Ford e da quel fascino che emanano i film che indugiano sulla lacrima facile sullo sfondo di New York e dell'American Dream.



Il cibo ha un ruolo importante nel film perché aiuta il protagonista a ridefinire la sua storia e la sua personalità. A partire dai Marshmallows fino alle uova. Il mio consiglio è quindi quello di vedere il film e poi prepararsi un piatto che ci rappresenta e che ci fa sentire 'a casa'. Io vi parlerò del ragù, perchè mi ricorda la mia infanzia e i pranzi in famiglia. Ecco la ricetta di mia nonna.




Far soffriggere un trito con cipolla, sedano, carota, prezzemolo in abbondante olio d'oliva. Aggiungere la carne e la salsiccia e far rosolare girando bene per almeno 10 minuti. Aggiungere pepe e un bicchiere di vino rosso continuando a mescolare. Aggiungere infine la passata di pomodoro e ricoprire con acqua. Abbassare il fuoco, aggiungere 1/2 dado per dare più sapore e far cuocere a fuoco basso per almeno due ore e mezzo girando spesso. Per ottenere un ottimo ragù il segreto è la pazienza, un'ottima macinata di carne e.. tanta pratica! 

Philomena e Guinness Cake



Tratto da una storia vera, Philomena racconta di un’anziana signora irlandese, molto credente, che nella sua giovinezza era stata allevata in un convento di suore cattoliche, soggiogata da regole ferree e severe punizioni.
Ignorante di tutto ciò che riguardava il sesso, come la maggior parte delle altre compagne in convento, si ritrova incautamente sedotta da un giovane attraente e ne rimane incinta. La reazione delle suore è violenta, con lei come con tutte le altre compagne che hanno avuto la stessa esperienza: parto doloroso e senza dottore, allontanamento dal figlio che può vedere solo un’ora al giorno e assegnazione del peggior incarico punitivo, la lavanderia. Questo finché, dopo pochi anni, il bimbo non viene preso e portato via (a insaputa della madre) da una famiglia adottiva, provocandole così un’atroce sofferenza. Sofferenza che lei, però, deciderà di tenere chiusa dentro di sé per lunghissimo tempo: solo dopo quasi 50 anni confessa tutto alla sua unica figlia (avuta più tardi), la quale deciderà di coinvolgere un giornalista per aiutare la madre nella ricerca del figlio scomparso.

Il contorto rapporto fra l’anziana, semplice e sdolcinata donna e lo scettico, vissuto e snob giornalista (oltretutto ex-politico caduto in rovina) è proprio il motore che alimenta lo svolgersi fluido e stimolante di una trama che incuriosisce. Picchi di rabbia e intolleranza (sociale, culturale e religiosa) si alternano a momenti in cui i due si avvicinano, lui stemperato e addolcito da un lato di lei che non riconosce in sé ma che ammira e rispetta. 

Altro protagonista fondamentale, solo apparentemente collaterale, è l'Irlanda.

Richiamata sovente nei dialoghi, nei riferimenti al simbolo della lira celtica (che ne è anche lo stemma) e la persistente presenza della principale bevanda d’origine: la Guinness.



E visto che si parla di addolcimento, di Irlanda e di Guinness, vi voglio proporre una gustosissima specialià tipica irlandese: la Guinness Cake al Cioccolato! 

http://www.cavolettodibruxelles.it

Come scrive Giallozafferano

La Guinness cake al cioccolato è una morbida e golosa torta, aromatizzata con birra Guinness, che ricorda un boccale della famosa birra irlandese grazie al contrasto di colore tra la base di colore scuro e la copertura di crema bianca.

La Guinness cake al cioccolato è realizzata da una tenera torta al cacao preparata con burro, zucchero di canna, uova e birra Guinness, che le dona un sapore e un retrogusto caratteristico e speciale, ricoperta da una crema fatta con mascarpone, philadelphia e zucchero a velo, dalla consistenza densa e cremosa, spatolata sulla superficie della base in modo da creare dei ciuffi. La Guinness cake al cioccolato è una torta davvero deliziosa e molto bella da presentare in tavola: riuscirete a stupire e soddisfare i vostri commensali!

Per la ricetta, vi consiglio di seguire quella del bellissimo blog Il Cavoletto di Bruxelles!

Enjoy

House of Card, Veep e un Hot dog


'Il potere è come il mercato immobiliare, quello che conta davvero è la posizione. Più sei vicino al centro, più alto sarà il valore della proprietà'.

Quest'anno la redazione per caso o per forza maggiore, si trova a guardare anche delle serie TV che hanno una grandissima affinità con il grande cinema, per cast, produzioni e sceneggiatura. A parte Gomorra che per grande parte di quest'anno ha rubato la scena agli altri, oggi parliamo di due serie ben fatte con temi simili ma generi totalmente opposti. 

Le due serie tv Veep e House of Card, che sono andate in onda su Sky l'anno scorso e torneranno a breve con le nuove stagioni rappresentano la politica come una incessante 'corsa al potere'. Lo fanno però in due modi totalmente diversi, in Veep sfruttando la risata e il potere comico e cinico delle situazioni in cui si trova coinvolta Selina e in House of Card puntando sulla forte caratterizzazione del protagonista Frank Underwood (Kevin Spacey), che come un moderno Machiavelli svela le sue trame e i suoi pensieri al pubblico, rivolgendosi direttamente alla camera da presa.

Si dice che Michelle Obama sia una grande fan di Veep (che è apparsa anche in un piccolo cameo) mentre suo marito preferisca House of Card. 

In questo video un esempio di retroscena della Casa Bianca secondo Veep. Selina Meyer - vicepresidente - a cui dà il volto una straordinaria Julia Louis Dreyfus è incapace e inadatta nel ruolo di Vice Presidente e in più con uno staff inconcludente e una certa propensione a combinare guai con epiche gaffe.



Con House of Card invece un fantastico Kevin Spacey sfodera dialettica, cinismo e sesto senso per distruggere chiunque incontri sulla sua strada verso il vertice della Casa Bianca, fiancheggiato da sua moglie, la bellissima e glaciale Robin Wright. Il risultato è fatto di monologhi e grandissima recitazione. Netlifx la nuova Web TV americana ha scelto House of Card con il suo cast d'eccellenza per acquisire nuovi clienti.



Tra una riunione con lo staff del presidente ed un incontro con una lobby americana, cosa c'è di meglio di un autentico Hot Dog? Consumato al volo e rigorosamente on the street … magari in una panchina sotto un albero tra la Casa Bianca ed il Lincoln Memorial.


L'Hot dog è uno tra i prodotti di street food più consumati al mondo, dopo il Taco e i Burritos. Per gustare l'originale Hot Dog dovete volare a New York, oppure potete provare a farlo a casa vostra seguendo la ricetta che trovate qui. Fate attenzione alla qualità dei würstel che utilizzate e alle salse giuste, come il ketchup e la senape (yellow mustard). Come tutti i grandi classici, ricreare un perfetto hot dog può non essere così banale come sembra! E' anche per questo che noi preferiamo continuare a comprarlo 'in strada'!

Non Solo Scimmie, Arachidi e Banane



Ai tempi della mia iniziale adolescenza, quando ancora non rientravo nella fascia dei cosiddetti “teenagers”, la saga del Pianeta delle Scimmie era un vero e proprio cult. È vero, uscì negli Stati Uniti tra il ’68 e il ’73, ma io la vidi solo dopo, quando giunse alla televisione italiana alcuni anni più tardi. Allora, la tecnologia per gli effetti speciali era molto limitata: rivedendolo oggi, in effetti, quel prodotto tende a sfiorare un po’ il ridicolo, considerando che il salto tecnologico ha fatto ormai raggiungere dei livelli all’epoca inimmaginabili; tuttavia alla base c’era una storia interessante e (ai tempi) originale, che compensava abbondantemente la scarsezza negli effetti speciali; per non parlare della recitazione, che a quei tempi era dominante rispetto al resto, e dell’alto livello del cast: sia sufficiente dire che l’interprete del protagonista, Taylor, era nientepopodimeno che Charlton Heston!

Sono stato un grande appassionato di quella saga, specie dei primi due film, che ho visto e rivisto; devo però ammettere, in tutta onestà, che oggi anche la storia puzza un po’ di stantio e nel volerla ripresentare bisogna anche pensare a come ringiovanirla per renderla godibile, riscrivendola profondamente e introducendo elementi e aspetti sociali nuovi, magari cercando di creare lo sgomento attraverso un’idea nuova e sperimentale.

Apes Revolution non lo fa: è più vicino a una sorta di remake privo di originalità, nonostante l’aver fatto scatenare gli eventi in modo differente (forse più realistico, ma non intrigante) ed aver ambientato la storia in tempi non molto successivi alla “rivoluzione”. Il film quindi vale qualcosa (ma non più di qualcosa) solo per gli appassionati della vecchia saga del “Pianeta delle Scimmie” che, come me, ne portano ancora un bel ricordo dentro. E questo è quanto.


Ora tutti staranno pensando: va bene, è un film in cui ci sono le scimmie e quindi proporrà sicuramente una ricetta con le banane o con le noccioline! Perciò io rispondo: dovete fare un passo in più e ricordare che, nonostante il problema nel film riguardi tutto il mondo, la storia si svolge sempre e solo in America; pertanto la ricetta non può essere altro che il famosissimo… Sandwich di Banana e Burro d’Arachidi.
http://www.pauladeen.com

È molto semplice e si prepara in soli 5 minuti: basta avere due fette di pane, una banana e due cucchiai di burro d’arachidi. In pratica, mentre si fanno tostare le fette di pane, ci si preoccupa di tagliare la banana in pezzetti piccoli; poi si spalma il burro d’arachidi sul pane tostato, si mettono i pezzi di banana dentro e si chiude il sandwich, magari tagliandolo in due prima di servirlo.

Se poi si usano semplicemente due fette di pane integrale, le informazioni nutrizionali sono le seguenti:
- Calorie: 290
- Proteine: 10g
- Grassi: 11g (2g dei quali saturi)
- Carboidrati: 45g
- Fibre: 6g

Enjoy!

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