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Motherless Brooklyn e la Cura per la Tourette

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Nella seconda metà del XIX secolo, il neurologo francese George Gilles de la Tourette offrì per la prima volta la descrizione di una sindrome, in realtà già notata nel ‘600, caratterizzata dalla presenza di tic motori e fonatori, che possono variare da essere molto lievi fino a divenire invalidanti, a seconda della loro natura e del soggetto che ne è affetto. Tuttavia si è dovuto aspettare quasi la fine del XX secolo per vedere finalmente questa sindrome riconosciuta ed inquadrata, con il nome di Sindrome di Tourette, nell’ambito delle manifestazioni di origine neurologica. La prima volta che io ne ho sentito parlare è stato all’interno del bellissimo film demenziale Tutte le Manie di Bob, con Bill Murray (memorabile in Ghostbusters, Lost in Translation e Broken Flowers), nel quale il protagonista è un ipocondriaco delle malattie mentali, e convinto di esserne affetto ne simula gli effetti in una divertente scena con il figlio del suo psichiatra.
Per farla breve, chi è affetto dalla Tou…

Ad Astra e il menù degli astronauti!

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Ad Astra è un film di fantascienza anomalo. Tanto per cominciare per il protagonista, che per la prima volta presta il volto a un astronauta, e poi perché si tratta di una pellicola molto 'intima'. 
Chi cerca grandi colpi di scena e suspence probabilmente ne resterà deluso, ma chi si avvicina in punta di piedi alla pellicola e senza grandi aspettative, potrà invece godersi un film che cerca il suo centro proprio nella storia del suo protagonista. Un sorta di 'viaggio di formazione' compiuto attraverso le stelle, compiuto con la determinazione di un protagonista che non ha niente di perdere nell'affrontare l'ignoto dello spazio sconfinato, ma solo da guadagnare. 

Il viaggio 'ad astra' del giovane astronauta è una ricerca 'intima' sulla propria storia e sulla propria infanzia più che una spedizione con fini scientifici. La ricostruzione della base spaziale sulla luna - tranquillamente accessibile con 'razzi di linea' - la percepiamo come qua…

Maleficent a i Pici all'Aglione.. per tirarmi su di morale!

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Perdonatemi, lo ammetto, è colpa mia, ma io non riesco proprio ad apprezzare le “trovate commerciali”. Non saprei come altro definire questo lavoro se non il prendere al balzo il seguito generato dal film precedente ed abbozzarne uno “scopiazzamento appiccicaticcio” solo per farsi il jackpot al botteghino. Non è sorprendente, anzi devo dire che era la mia amara aspettativa; figlia anche dell’analoga delusione che ho avuto dai sequel di Matrix. In entrambi i casi, infatti, il primo, l’originale, è stato un film che mi ha sorpreso ed entusiasmato (tanto da volerlo collezionare in DVD) mentre dei successivi ho preferito dimenticarne del tutto l’esistenza.

L’idea di fondo, in realtà, non sarebbe affatto male, e Angelina è sempre Angelina, ma la realizzazione risulta troppo affrettata, le scelte che vengono fatte da vari personaggi, anche chiave, nello svolgersi della trama sembrano spesso prive di un’evidente motivazione, proprio come alcune reazioni che, così, appaiono quasi ingiustificate…

Joker mangia Joker

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Joaquin Phoenix è un attore di altissimo livello. Fra i ruoli più memorabili da lui ricoperti spicca, almeno nella mia mente, quell’infingardo, vigliacco e crudele imperatore Commodo nel bellissimo film Il Gladiatore, dove riesce a imporsi come coprotagonista grazie alla sua capacità di rendere quasi naturale la cattiveria che sgorgava dal suo personaggio. E quello non è un caso isolato! Non sorprende quindi che sia stato scelto proprio lui, come protagonista di questa storia, da Todd Phillips, un regista che ha solo recentemente abbandonato il filone comico che lo aveva portato al successo: tra le sue commedie restano memorabili Road Trip, Starsky & Hutch, la trilogia di Una Notte da Leoni e la sua collaborazione al fenomenale Borat. Questo film, però, è completamente diverso.

L’ambientazione in una Gotham City in preda al degrado sociale e alla perdita dei valori è decisamente quella ideale, tuttavia la componente psicologica è uno degli elementi chiave della trama, e sia il regis…

Il Re Leone e lo spezzatino di Cinghiale

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Eccellente esperimento grafico: non c’è dubbio sull’alto livello di qualità raggiunto, niente da dire. Ma per il resto... non mi sento di premiare il risultato. Specialmente dopo la meraviglia che ho provato quando ne ho visto il Musical a Broadway, in New York: quella sì che era vera magia, tanto di cappello!

La trama è la stessa, come i dialoghi e le canzoni. Però nell’originale film di Disney l’animazione più infantile si adattava molto meglio al tutto, e tendo a ricordare più volentieri quella versione rispetto all’attuale. Non so se avrei reagito differentemente guardanolo in lingua originale: non mi sorprenderebbe dover riconoscere che un altro film dall’alto potenziale viene poi sciupato da un doppiaggio scadente, come è accaduto con Eragon per fare un esempio. Peccato, perché la mia opinione è che a livello mondiale l’Italia abbia sempre saputo dimostrare di avere delle capacità molto elevate in questo campo, forse addirittura un’eccellenza.
Ma sì, il film si può vedere tranquill…

Stanlio e Ollio: mangiare può essere una gag

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Una coppia di comici? Nemmeno per idea! Loro sono un’icona della storia della comicità. Un duo che mi ha fatto crepare dalle risate nella mia prima gioventù, in tutte le loro interpretazioni, nonostante la loro ferrea aderenza all’immagine che avevano ideato per sé stessi: Stanlio è più sciocco e ingenuo, ma baciato da un’ingiustificata fortuna, mentre Ollio è più burbero, fortemente desideroso di apparire forbito ed elegante, che finisce per rendersi più ridicolo che altro. Insieme costituiscono questa eterna ed indissolubile coppia di imbranati che finiscono sempre per cacciarsi involontariamente nei guai più impensati, e ad uscirne poi indenni senza nemmeno rendersi conto di come. Il tutto accompagnato (grande fortuna per noi italiani) da un doppiaggio che recita esasperando la cadenza inglese e anche storpiando, nel farlo, alcune parole, arrivando a creare espressioni iconiche come “non fare lo stiupìdo” o l’intramontabile saluto “arrivedorci”.
Tra gli svolazzamenti di cravattino f…

Shazam! …e i "colpi di fulmine"

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Quando ero ancora un bimbetto, guardavo molti cartoni animati, nonostante la qualità non fosse neanche lontanamente paragonabile alle proposte odierne. Fra i tanti (sì, devo ammettere che ne guardavo tantini) ce n’era uno alquanto sciocco, ma che mi aveva colpito perché i due protagonisti potevano evocare una sorta di genio onnipotente con la sola unione delle due metà di un anello e urlandone il nome: Shazzan! …e il genio compariva in un lampo! Ma la storia di questo film non è la stessa… e anche il nome, infatti, non è lo stesso.
In realtà col nome Shazam esiste una notevole App per smartphone che, magicamente, sa restituirti il nome di una canzone facendogliela ascoltare anche solo per un breve tempo… e lo fa in un lampo! Scaricatevela sullo smartphone se non l’avete, …ma no, ovviamente non è nemmeno di questo che si parla nel film.




Il trailer mi ha convinto subito del fatto che si trattasse di un film divertente, anche se temevo risultasse ancora una volta una trama un po’ troppo da…