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Wonder e Food

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Come prima cosa, mi viene da fare una domanda: a voi piace quello che vedete quando vi guardate allo specchio? Credo che la maggior parte di noi sia fortemente autocritica, in modo apparentemente inspiegabile ma in realtà guidato dal naturale senso d’insoddisfazione che ci caratterizza, perché il nostro desiderio è quello di essere sempre migliori; soprattutto migliori agli occhi degli altri. E poi, ricordate ancora com'è stato per voi il periodo delle scuole medie? Eravate dei perdenti? Dei bulli? Avevate successo? Le scuole medie sono un momento molto critico nella crescita: si smette di essere bambini ma si è ancora lontani dalla maturità, nonostante gli ormoni entrino già in circolo e ci comincino a scombussolare e ingarbugliare i già poco chiari concetti nella testa. Se allora mescoliamo questo livello di confusione ed incertezza con il punto precedente, non sembra più così inspiegabile quella forma di comportamento, che per semplificare chiamiamo cattiveria, che spinge i “non a…

Vi presento Christopher Robin e il Porridge

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Tutti conoscono il dolce orsetto Winnie the Pooh, la sua passione per il miele, i suoi amici buffi e il suo amico Christopher Robin. E' infatti uno dei libri d'infanzia più amati e celebri di tutti i tempi. Incredibile pensare che l'orsetto sia nato in realtà quasi 90 anni fa.

Il film Vi presento Christopher Robin (titolo originale, molto più azzeccato è Goodbye Christopher Robin) racconta la storia della genesi di questo best-seller, nato dalla fantasia dello scrittore A. Milne e ispirato ai giochi di suo figlio, ai suoi peluche e al bosco che circondava la loro casa di campagna.. in uno dei momenti più tristi della storia recente dell'Inghilterra, quando la nazione era appena uscita dalla prima guerra mondiale (alla quale lo stesso scrittore aveva preso parte).

Non serve essere dei fan sfegatati di Winnie per amare questo film. Presenta una fotografia impeccabile, bellissime ricostruzioni di interni di case di campagna che tutti gli amanti delle riviste 'Vivere Cou…

Suburbicon e i Biscotti con il burro di Arachidi

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La locandina e l’incipit del film mi hanno ricordato il mondo edulcorato e perfetto di “The Truman Show” e “La donna perfetta” due film che adoro. Anche Suburbicon è una località da sogno che viene sponsorizzata tramite immagini di case, giardini, famiglie perfette. L’ingresso nella comunità della prima famiglia di colore sembra stravolgere questa apparente tranquillità. 

L’integrazione razziale infatti risulta ancora molto faticosa per gli adulti, mentre per il bambino bianco e quello nero, veri protagonisti della pellicola, è tutto semplicissimo e naturale come giocare a baseball e saranno proprio loro a riscattare la cattiveria e bassezza dei grandi. I neri vengono etichettati come bestie e incolpati di tutto ciò che di negativo succede a Suburbicon, ma in realtà il male si annida altrove e la trama evolve in un giallo intrigante dai toni anche ironici in cui riconosciamo la sceneggiatura dei fratelli Coen. 

Al regista George Clooney diamo il merito di un’attenzione maniacale ai par…

Broken Flowers e il panino vegetariano

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Bill Murrey, quanto mi piace questo attore. Mi ha molto divertito nel primissimo Ghost Busters assieme a Dan Aykroyd e mi ha fatto letteralmente sbellicare in Tutte Le Manie Di Bob; ma nel tempo, maturando, è riuscito ad esprimere una sua nuova capacità: quella di interpretare un ruolo da commedia pur non comportandosi da buffone, anzi rimanendo alquanto serio ed impostato, come in Lost In Translation. Lo so, quel film non nasce come una commedia, ma il ruolo interpretato da Bill, esclusi alcuni momenti, lo è eccome.
Broken Flowers invece è proprio una commedia, anche se contiene dei momenti seri, e lo è proprio nel nuovo stile di Bill Murrey. Sì, mi è piaciuto molto. Una comicità molto pacata, sottile, nascosta fra i silenzi, gli sguardi, i movimenti di un personaggio che ha vissuto una vita da rubacuori e il cui nome, per arricchire l’ironia, è Don Johnston. Un uomo silenzioso, riflessivo, che nonostante il suo eterno successo con le donne si ritrova ad essere tanto solo quanto econo…

La Ragazza Del Treno… beve vodka!

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Alcolismo cronico:sindrome dovuta all'intossicazione cronica da alcol, caratterizzata da molteplici sintomi che interessano il sistema nervoso centrale e periferico, il fegato, i muscoli, lo stomaco. (Devoto-Oli) È un problema molto noto della società industriale, abbondantemente discusso nelle più disparate sedi, ma del quale non ho ancora parlato nel blog perché mi è mancata un’occasione per poterlo fare. Occasione che ora questo film offre su un piatto d’argento, sottolineandone un aspetto particolare e, solitamente, meno evidenziato.
Prima di questo, però, mi stuzzica l’idea di mettere in luce un’immagine che non rientra fra le più significative del film, ma che tocca un’altra questione critica, e cioè il “come” un vero alcolizzato possa riuscire a bere in pubblico senza palesare il suo problema. La soluzione, una volta vista, si potrebbe definirla banale, eppure nasconde in sé della genialità: basta infatti procurarsi una comune borraccia trasparente, una di quelle per l’acqua,…

A spasso con Bob .. e il tofu

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Recensiamo ora questo film uscito l'anno scorso, perché è perfetto da vedere durante le feste di Natale. Un giovane ragazzo, James, segnato dal difficile rapporto con il padre ritrova la sua strada e abbandona definitivamente la droga grazie ad un gatto - Bob - che incontra per caso e che non lo abbandonerà più. Una trama semplice e una storia bella e piena di speranza sono gli elementi che rendono questa pellicola molto interessante di tanti altri good movies che potete trovare in tv in questo periodo. 

Un gatto bellissimo e sornione che sembra un angelo mandato dal cielo per risollevare l'autostima di un ragazzo smarrito è il vero protagonista del film. La scelta del regista di renderlo ancora più centrale nel racconto avviene per mezzo delle inquadrature: la macchina da presa alla sua 'altezza', ci fa vedere quello che vede lui. Soprattutto all'inizio del film, noi percepiamo lo smarrimento del gatto e attraverso di lui anche tutte le insicurezze del ragazzo, il …

Blade Runner 2049, l'America e... lo Scotch

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"C'è un ordine nelle cose. Questo facciamo qui: manteniamo l'ordine!" In questa frase, detta al’Agente K (il nuovo Blade Runner) dal suo capo, si racchiude il cuore del messaggio contenuto in questo sequel. C’è infatti un grosso pericolo, in questa nuova struttura sociale ricreatasi a trent'anni di distanza da quella del suo precursore, che può mettere a forte rischio il delicato equilibrio sociale da poco ricreato. L’Agente K è perciò chiamato a garantire l’ordine, eliminando qualsiasi rischio.

L’atmosfera del film è molto simile a quella del Blade Runner di Ridley Scott, e questo ne rende piacevole la visione ai fedelissimi (come me), ma si sente la mancanza di un messaggio forte, significativo e -permettetemi di dire- poetico che rendeva l’originale qualcosa di unico e “resistente all'usura”. Un po’ come aver mangiato bene al ristorante ma senza trovare un piatto capace di costituire una memoria. E, come sempre, di più non posso e non voglio dire, perché per…