De Rerum Dementialis





Novità, novità, novità!!!

Voglio fare una cosa diversa: in via del tutto eccezionale niente recensione ma assaggio di saggistica. Il tema? Cinema Demenziale.
Navigando in internet, attingendo alla memoria e chiedendo ad amici esperti, si è compilata una lungalista di lavori ritenuti più o meno demenziali. Lo scopo della raccolta, inizialmente, era selezionare i 6 capolavori del genere, quei capisaldi da vedere per poter dire di aver sperimentato il genere. Beh, non è stato affatto semplice: la lista conteneva molti film mai visti e colmare la lacuna è stato impegnativo, ma dopo averlo fatto il tentativo di scegliere all’interno della lista ha dimostrato la necessità di trovare una definizione applicabile.

Permettetemi allora di presentarvi un mio stimato collega, che si è offerto di partecipare e scrivere l’articolo a quattro mani, dato che il tema appassiona entrambi. Sabin, questo il suo nome, è colui che regala i suoi preziosi doni senza chiedere niente in cambio: lui dona solo perché il suo è un cuore grande… e questa volta il dono che ha scelto di offrire è una definizione, la sua definizione di cosa è un film demenziale.

Ecco le sue “3 Regole Fondamentali” per un film demenziale (citate qui non in ordine di importanza):
1.un film è demenziale quando stravolge le normali regole logiche causa-effetto e sostituisce le spontanee aspettative del pubblico con eventi imprevedibili e inconsueti”. Non fanno eccezione le leggi fisiche e le pappardelle al cinghiale
2. una mela al giorno toglie il medico di torno :-o
3. sale e pepe qb o_O

Esemplare la famosa scena di Top Secret: i protagonisti sono in un parco, sullo sfondo una gigantesca statua di piccione, e piccoli ometti volanti si posano sulla statua in controscena (...da rivedere alla moviola più e più volte!




Purtroppo non basta: bisogna perfezionare la definizione con un addendum chiarificatore!

Addendum di Sabin
Esistono lavori che talvolta siamo tentati di definire demenziali, ma impropriamente. Spesso ciò accade per film comici -magari molto divertenti- che tuttavia mantengono i piedi ben ancorati per terra e pertanto non possono rientrare nella categoria.

Prendiamo ad esempio Vieni avanti cretino. Come non ricordarsi un Banfi alle prese con l’alienazione di un lavoro ripetitivo (omaggio a Chaplin in Tempi moderni????) che diviene via via sempre più complesso fino a portare lo sventurato lavoratore a rasentare la follia. Ebbene qua il concetto di stress viene portato all’estremo, viene stiracchiato al massimo portando la situazione al suo apice estremo… ma le leggi fisiche e legiche vengono comunque rispettate se pur in un contesto ai limiti del possibile. Questa -a mio modesto parere- è la sottile differenza fra un film surreale e un film demenziale.

La definizione resta comunque aperta a commenti e integrazioni: lungi da me la responsabilità di codificare l’incodificabile.

Il corollario che ne deriva spontaneamente è che il filone demenziale è prettamente legato alla cultura anglosassone, mentre l’humor italiano resta fondamentalmente distaccato dalla demenzialità, preferendo l’equivoco alla Goldoni (che non è la scelta di un pacco di preservativi sbagliato) e il surreale alla Villaggio.
Grazie a questo chiarimento, la lista si è assottigliata significativamente ed è parso evidente ai nostri occhi quali dovessero essere i capisaldi… e perché.

1. Frankenstein Jr. – il genio allo stato puro
2. Top Secret – la definizione delle basi
3. Brian di Nazareth – la provocazione portata all’estremo
4. L'aereo Più Pazzo Del Mondo – l’elogio dell’idiozia
5. Rosencrantz & Guildenstern Sono Morti – l’intelletto alla berlina
6. Balle Spaziali – come si fa il remake di un masterpiece

Sicuramente molti avranno da lamentare l’esclusione di alcuni dei loro preferiti: ci sono tantissimi capolavori nel genere e certamente l’opinione di chiunque vale tanto quanto la nostra; tuttavia quello che conta di più per noi è l’avervi regalato uno spunto per rileggere questo genere con un occhio un po’ diverso. Speriamo di avervi fatto cosa gradita.
Con lo stesso spirito, siamo andati a ricercare un qualche spunto culinario che riuscisse in qualche modo a rientrare nella nostra definizione.

Quello che abbiamo trovato è “un qualcosa da mangiare” e che mai mangeremmo, da annaffiare con “un qualcosa da bere” e che… beh non s’è veramente capito se berremmo mai. Solo una cosa resta da dire prima di salutare: nessun animale è stato ferito o ucciso nella realizzazione di questo articolo!

Enjoy

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