A teatro con Virna



Di VirnaLisi
Dovete sapere che una volta una coppia di amici ha inventato la ‘mensile’, ovverossia un’uscita al mese senza bambini ( se non li avete quando li avrete capirete). A dire il vero nella maggior parte dei casi si trasforma in una ‘bi/tri(e oltre)mestrale(!) comunque esistono delle regole ben precise da rispettare: non deve durare più di 3/4 ore, non deve essere il solito cinema con cartoni in 3/4 o addirittura 5 D, ne’ la solita pizza in locali affollati e rumorosi. Elemento fondamentale? I Nonni, che contribuiscono a far diventare speciale anche la serata dei bambini!

Fa proprio per noi il nuovo Teatro Lumiere in Via di Ripoli 231 riaperto lo scorso anno dopo lustri di inattività. Lo spettacolo di ieri sera era ‘Mediano di spinta’ di e con Michele La Ginestra, che avevamo già apprezzato all’inaugurazione della scorsa stagione teatrale.

“Il calcio è come un pianoforte: otto persone lo caricano in spalla, e tre lo sanno suonare. … Io faccio parte delle prime otto! Così potrebbe cominciare la mia storia…'
'Mediano di spinta’ è la storia di un calciatore. Il suo ruolo? Mediano, appunto! Un ruolo che gli sta a pennello anche nella sua vita di tutti i giorni come marito, figlio e amico. Ognuno di noi almeno una volta si è sentito così: sempre a rincorrere il pallone avanti e indietro come un matto per permettere ai compagni di squadra di realizzare il gol. Un ruolo un po’ in ombra, ignorato da tutti, poco interessante e che spesso ti fa sentir solo. 

Il Teatro Lumiere così piccolo e raccolto ti rende ancora più partecipe della storia. L’attore è lì a due passi da te con un pallone in mano. Sul palco insieme a lui tre musicisti e delle sagome disegnate che interpretano i personaggi importanti che interagiscono con il protagonista: la moglie, il suocero, Suor Genuflessa e il piccolo Augustin che gli fornirà la chiave di svolta di tutta la sua storia. La gestualità, le pause e le parole ti arrivano immediatamente e riesci così ad apprezzarle di più. E allora trovi, senza neanche tanti sforzi (perché lo fai sorridendo, spesso, e commuovendoti, talvolta), il modo di capire qualcosa in più di te. Il mediano di spinta Marco Andreozzi dopo tante vicissitudini, deluso dalla vita va lontano a ‘cercare se stesso‘ dice. Il filo conduttore è una lettera che per quanto si sforzi e ‘ si alleni’ non riesce a scrivere. E’ la lettera ad un caro amico che l’ha sempre accompagnato nel corso della sua vita, un mediano come lui, e che per lui è sempre stato un punto di riferimento, ma che alla fine l’ha deluso. L’ha deluso o gli ha fatto capire che altri nella vita hanno e avranno sempre il ruolo di mediano di spinta e che devono essere fieri di quello che sono? 

Ecco allora che la lettera adesso è pronta per essere spedita e viene lanciata piegata come un aeroplanino in mezzo al pubblico. 

Al momento della prenotazione è stata offerta la possibilità di partecipare ad un piccolo aperitivo in una saletta attigua al teatro, appunto la Saletta Lumiere. 
Il menù prevedeva: crostini neri, bianchi (patè di carciofi e noci) e rossi, affettati, covaccino al rosmarino, mini croissant agli spinaci o con salsiccia, pappa al pomodoro, olive e formaggio, il tutto accompagnato da mimosa, bellini o per chi preferiva, un calice di vino rosso. Senza molte pretese ma perfetto per un pre-spettacolo. 
Come quello che vi proponiamo noi.


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