Non Ci Resta Che ridere fino a Piangere!!!


Un capolavoro del 1984, un’opera più unica che rara di una coppia mai più rivista al cinema, un intreccio fra due comicità così diverse e così legate alla loro origine geografica che, per quanto impensabile, riesce a raggiungere l’apice della commedia divertente, è stato restaurato e riportato per soli tre giorni sul grande schermo!


L’occasione era imperdibile e -ovviamente- noi non ce la siamo lasciata sfuggire!!!
Non è sorprendente che tutta la sala si sia esaltata ed abbia riso a squarciagola durante la proiezione: il film è una piccola, molto preziosa opera d’arte che, attraverso una continua raffica di gag tutte molto riuscite, ha generato dei tormentoni nel linguaggio quotidiano degli italiani, che tuttora sopravvivono e fanno ridere. “Pereperepe”, “Eh, come i’babbo!”, “Grazie Mario”, “Ma nove per nove farà ottantuno?”, “Per carità: 33, 33 e 33!” e poi la scena del doganiere, quella della lettera a Savonarola e l’incommensurabile incontro di “intelletti” con Leonardo da Vinci.

Scorrendo la loro filmografia, posso dire di aver assistito alla stragrande maggioranza delle apparizioni sul grande schermo sia di Roberto Benigni che di Massimo Troisi (pace all’anima sua) ma niente di quanto ho visto, per quanto bello, raggiunge questa gemma che si chiama Non Ci Resta Che Piangere. Il toscanaccio estroverso, un po’ aggressivo, chiacchierone, simpatico e spudorato ed il napoletano timido, agitato, ansioso e insicuro che parla intrecciandosi su se stesso, si esaltano a vicenda rendendo le varie situazioni veramente incontenibili. Paradossalmente sono felice che questo sia stato l’unico lavoro che hanno fatto insieme, perché così lo hanno reso indimenticabile.

Non l’avete mai visto? Veramente?!? No, non ci credo! Non è proprio possibile!! Ma se davvero dopo più di trent’anni dalla sua uscita ancora vi manca, allora vi prego di fare tutto quello che potete per vederlo: mi ringrazierete.
E dopo che l’avrete visto ed avrete riso a crepapelle avrete fame e vorrete gustare qualcosa di altrettanto sfizioso e divertente. Ecco perché vi suggerisco delle tapas tipiche di Barcellona: Croquetes de Pernil

http://www.tempodicottura.it

Certo queste crocchette di prosciutto iberico non sono proprio “de Madrids”, né tanto meno di “Ugualos”, ma se i nostri eroi passano dai Pirenei secondo me una puntatina a Barcellona l’hanno fatta pure loro.

Gl’ingredienti per una ventina di crocchette sono:

100g di prosciutto iberico, 
una cipolla, 
due cucchiai di olio evo, 
60g di farina, 
250g di brodo, 
pan grattato 
1 uovo,
olio di arachidi e farina per friggere

Per prima cosa si trita la cipolla, facendola rosolare nell'olio dolcemente. Poi si taglia a pezzetti il prosciutto per aggiungerlo alla cipolla e farlo insaporire. Quindi si unisce prima la farina e poi il brodo caldo, mescolando finché il composto si addensa e si stacca leggermente dalle pareti del tegame. Lasciarlo cuocere per altri 2 o 3 minuti e poi stenderlo su un vassoio a raffreddare. Quando è freddo, farne delle palline grandi circa come una noce (tenendo le mani umide con un po' di acqua) da passare una per una prima nella farina, poi nell'uovo e infine nel pan grattato prima di friggerle in olio profondo solo per un paio di minuti.
È importante servirle calde: se si lasciano intiepidire troppo perdono il loro fascino.

Enjoy!

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