Green Book & KFC


Mi sono davvero divertito. Non sono solo stato bene e non mi è solo piaciuto, ma non sono riuscito a trattenermi e per tutto il film mi sono ritrovato a commentare e ridere di gusto. I due attori protagonisti sono eccezionali, riescono a farti respirare l’aria dei luoghi in cui si svolge l’avventura e la loro cruda realtà. Mai ho trovato un titolo così azzeccato, perché porta l’attenzione su un terzo silente protagonista il cui ruolo si dimostra fondamentale nei momenti più critici.


È una storia sui sentimenti, sui rapporti interpersonali, sul contrasto tra personaggi, culture e livelli culturali differenti, ma soprattutto non è una denuncia contro il razzismo: è piuttosto una sfida alla rigidità mentale di un popolo che vive di stereotipi, usando la gioia di vivere, lo sberleffo e il coraggio che deriva dal credere in se stessi.

La gioia di vivere, in particolare, mi ha conquistato. Specie quella di Tony Lip (interpretato da un Viggo Mortensen che nemmeno avevo riconosciuto, nonostante la mia passione per il Signore degli Anelli). Tony vive la vita, a modo suo ma la vive pienamente; non si fa mettere i piedi in testa e non si lascia sfuggire l’opportunità di concedersi quello che ritiene giusto godersi. Come quella di mangiare le specialità che ritiene più “goduriose” … mangiandole nel modo che lui ritiene più “godurioso”.
Un esempio? Beh, dal momento che il viaggio è nel sud degli Stati Uniti, prima o poi si passa per il Kentucky, uno stato del sud-est in cui si possono trovare attrazioni naturali come il Parco Nazionale di Mammoth Cave ed imponenti città come Lexington e Louisville, quest’ultima patria di Mohammed Alì e del famosissimo Kentucky Derby. Ma se si passa dal Kentucky c’è un qualcosa di imperdibile da provare, perché quella è la patria ufficiale del pollo fritto, tanto che proprio da lì è nata l’arcinota catena KFC, acronimo di Kentucky Fried Chicken.



Ottimo il petto e notevole la coscia, ma la vera prelibatezza da non perdere sono le Fried Chicken Wings, le alette. E questo è un piatto da mangiare con le mani, perché poi leccarsi le dita unte fa parte del piacere.

Non siete mai stati in Kentucky? E nemmeno al KFC? Beh, a parte il fatto che volendo di punti KFC ce ne sono svariati in Italia (anche ai Gigli di Firenze, se è ancora aperto), non resta che farselo in casa.

Procuratevi allora latte, sale e pepe, yogurt bianco ed un limone per la preparazione in cui immergere il pollo, che avrete separato già nei pezzi da friggere; quindi farina, paprika, noce moscata, aglio in polvere, rosmarino, timo ed altro sale e pepe per impanare i pezzi marinati. 

E guardatevi questo video per vedere com’è facile da fare.

Enjoy: It’s Finger Licking Good!

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