E' l'ultima battuta? ... e l'agnello


Di Filippo,

Una separazione che funziona come specchio: da una parte il rispetto reciproco, la complicità, persino una certa grazia nel lasciarsi. Dall’altra, il peso silenzioso di un progetto di vita che si sgretola, con tutto il dolore che questo porta con sé. 


   

 

Will Arnett e Laura Dern sono semplicemente perfetti. Lui riscopre la stand-up comedy e ci porta sul palco la sua storia di coppia, trasformando il dolore in satira con una sincerità disarmante. Lei era stata campionessa olimpica di pallavolo, aveva lasciato tutto, e solo dopo la separazione ritrova se stessa come coach della nazionale. Due persone che si erano perse dentro il matrimonio e che fuori cominciano a respirare di nuovo. Bradley Cooper, qui anche regista, sceglie di interpretare il migliore amico con una leggerezza alla “drugo Lebowski” che alleggerisce senza banalizzare. È però Andra Day (nel film la moglie di Cooper) a regalare la scena più lucida del film: un dialogo col protagonista in cui racconta, con precisione quasi chirurgica, come dentro una coppia si spengano lentamente quegli aspetti speciali dell’altro, quelli per cui ci si era innamorati. C’è un’immagine che resta. Una fotografia di Tess durante una partita, di spalle, nell’atto della schiacciata. Cooper la usa come rivelazione: non è tanto quello che si vede, quanto quello che si sente. Alex la guarda ancora così, o si convince di farlo. Lei non si riconosce più in quell’immagine. 

Tutta la distanza tra loro sta lì, in quella fotografia. “Mi hai lasciato sola molti anni in questa relazione” dice lei. “Voglio essere libero di essere infelice, ma con te” risponde lui. Una visione quasi stoica dell’amore, che ammette la sofferenza ma la sceglie comunque. E che lascia aperta una domanda: si può tornare ad amare qualcuno imparando prima a restituirgli lo spazio per essere se stesso? I genitori — testimoni di un amore che avevano celebrato e onorato — osservano il dissolversi di tutto. Il loro sguardo ricorda quanto l’approvazione di chi ci ha cresciuti continui a pesare, anche quando siamo adulti da decenni. 

Un film che fa male con gentilezza.​​​​​​​​​​​​​​​​ Un film per chi sta riscoprendo se stesso, le passioni messe da parte, quelle arrivate per sorpresa, persino quelle nate tra le righe di un blog sul cinema… 

 E siccome oggi è Pasqua, la ricetta è la coscia di agnello che ho cucinato a mio fratello per pranzo. Agnello al forno con patate 


Ingredienti

Coscia di agnello a pezzetti (ideale se comprata da macellaio romano 😉), 

patate, cipolle, vino rosso, olio extravergine d’oliva, rosmarino, salvia, sale e pepe. 

Preparazione

Sera prima — Mettere la carne in una teglia con cipolle a fettoni, rosmarino, salvia, vino rosso, olio, sale e pepe. Massaggiare bene, coprire e lasciare in frigo tutta la notte. Il giorno dopo — Togliere dal frigo mezz’ora prima. 

Aggiungere le patate a spicchi , condirle come la carne ed aggiungendo il pan grattato (come da insegnamento del mio amico Tony Meraglia) e mescolare tutto nella teglia. Cottura coperta — Coprire con alluminio e infornare a 180°C per circa 40 minuti. Doratura finale — Rimuovere l’alluminio, alzare a 200°C e cuocere altri 20-25 minuti finché tutto è ben dorato.